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Ho un problema al curriculum

Posted by on Gen 18, 2011 in Me, myself | 8 comments

Cercare un lavoro è una cosa seria, non è che si può improvvisare. Io, fino allo scorso anno, mica lo sapevo.  Prima di tutto devi farti delle domande…chi sei, cosa vuoi fare, dove vuoi andare, perché. Sono domande serie eh, non è che te la puoi cavare con giri di parole, come quando vai a dare un esame non del tutto preparato e cerchi di svincolare la domanda, sperando in un professore non troppo sveglio.  Insomma, ti fai ste domande e ti dai le dovute risposte, immaginati da Marzullo, e quello che viene fuori lo scrivi su un foglio che avrai precedentemente intitolato “curriculum vitae”. Ecco, a me ste due paroline mi hanno sempre messo un po’ di soggezione. Non so se è per il latino o per il “vitae”, ma ho sempre cercato di mantenere le dovute distanze dalla faccenda civvù. Fino ad oggi.

Sì, in realtà il curriculum non mi è mai servito prima d’ora e io quando posso aggirare gli ostacoli li aggiro volentieri, che per saltarli non c’ho il fisico.

Primo scoglio. L’estetica. Figuriamoci se chi deve selezionarti va a guardare il carattere del testo o se hai giustificato i paragrafi, ma la mia è deformazione professionale, ho l’idea (forse malsana) che il curriculum debba rispecchiarti e io mi rifiuto categoricamente di avere un trishtissimo curriculum b/n, intabellato con word, in stile cv europeo.

cvpost

I dati personali sono la parte più facile (a meno che tu non soffra di crisi di identità o alzheimer), però anche qui: lo metto che sono sposata? Magari mi capita il selezionatore don giovanni e mi scarta a priori. Meglio lasciarsi aperte tutte le possibilità. Al massimo potrei provare con “sposata ma senza vincoli”.

Anche le esperienze professionali sono ‘na roba facile, ma solo se ce l’hai. Se ne hai poche o nessuna, devi saper gonfiare la realtà. Ritoccarsi il curriculum è un’arte, come quando ti rifai le tette, che se non vai da uno bravo si vede lontano un miglio che sono finte.  Io invidio profondamente chi ha la capacità di gonfiarsi il curriculum, pure quelli che lo fanno spudoratamente, quelli che magari hanno fatto i commessi al negozietto sotto casa e scrivono che hanno lavorato come visual merchandiser per una grande catena di abbigliamento.

Ecco, io queste cose qui non le so fare, però sono brava a riconoscere le mie capacità e competenze, ma mica perché me le riconosco io, più che altro perché me le riconoscono gli altri. Tipo è un po’ di tempo che mi dicono che sono efficiente, allora io me lo sono segnato e, al prossimo cv che mando, lo piazzo lì, in mezzo a tutti gli altri meriti.

Le conoscenze linguistiche funzionano al contrario rispetto ai voti dei compiti delle superiori, A è meno di C, ma facciamo finta di non saperlo. Sappiamo un inglese scolastico, ma è pur sempre qualcosa, quindi tra C1 e C2, meglio C2.

Poi la foto. Trovo giusto che il curriculum sia corredato di foto, peccato che di solito, quando uno cerca di farsene una semi seria, finisca per sembrare un cadavere o, peggio, quando vuoi fare la faccia sveglia, pare che hai visto la madonna. Io ho la capacità di sembrare un cadavere che ha visto la madonna. Sono soddisfazioni.

8 Comments

  1. Per quanto riguarda il “coniugata”io direi che è meglio evitare altrimenti pensano che vuoi il contratto cosi appena firmi sforni un pargolo e ti metti in maternità…cosa profondamente discriminatoria ma questo è.
    Per la storia del commesso,mi hai dato un’idea,io ho fatto l’hostess al teatro,potrò riciclarmi come addetta alle relazioni con il pubblico suona bene:)…Per le foto la tecnologia fa miracoli,altro che madonna,riescono a togliere la cellulite a Valeria Marini!

    • Public relation manager…tutto suona meglio in inglese ;)

  2. Ouf, la competenza C2 in lingua straniera è la più alta possibile per gli stranieri, giusto sotto i madrelingua… chapeau! :O

    http://europass.cedefop.europa.eu/LanguageSelfAssessmentGrid/it

    • Clod, in realtà io arrivo al massimo al B2, ma ho visto gente che spara “C” a tutto spiano solo perché magari si è fatta il week-end a Londra o ascolta musica straniera ;)

  3. Ciao Claudia, ho visto il tuo passaggio sul mio blog e mi sono affacciato sul tuo… poi, visto che si parla di un argomento che conosco bene, mi permetto di intervenire.
    Ci sono delle piccole imprecisioni in quanto scrivi dovute, molto probabilmente, ad inesperienza. Mi permetto di commentarle secondo quanto è di mia conoscenza:

    “L’estetica. Figuriamoci se chi deve selezionarti va a guardare il carattere del testo o se hai giustificato i paragrafi”

    Purtroppo, o per fortuna, “come” è pensato e strutturato un CV può essere una delle discriminanti. Un CV ordinato, preciso, sintetico ed efficace può essere 1 arma in più!
    ——
    “lo metto che sono sposata?”

    Arma a doppio taglio. Io, qualora tu sia giovane, ti sconsiglio di metterlo. Come diceva Annalisa potrebbe portati più problemi che benefici.
    ——
    “devi saper gonfiare la realtà”

    Non per forza. Devi saper mostrare che sai fare quello che hai fatto con poche, semplici parole. Il selezionatore difficilissimamente leggerà per intero il tuo CV. Dovrai poi argomentare e gonfiare una volta in colloquio, quello sì, ma nel cv può non servire.

    Credo di aver finito e spero di averti sfatato qualcuno dei “miti” che mi è capitato di leggere nel tuo post.

    Un saluto, Daniele.

    • Ciao Daniele, ti ringrazio per i tuoi consigli. Il mio era un approccio scanzonato al “problema” cv, cose che magari pensano molte persone che lo devono fare per la prima volta, o forse no, forse solo cose che penso io.
      Ora che mi hai sfatato i miti posso dormire sonni tranquilli ;)

  4. ma non ho capito, tu scrivi proprio: efficiente.
    ???
    Ma wtf! XD
    Mumble, posso provare a scrivere inefficiente?
    E poi, esiste qualcuno di meno spiritoso dei responsabili risorse umane? I becchini son più simpa U_U

    • Mannò, ma secondo te scrivo “efficiente”? Oh, ma tutti che mi prendono sul serio ultimamente, starò invecchiando? :P
      No, cmq mi ricollego al commento di Daniele e ti sfato il mito delle risorse umane. Io, nel mio piccolo, mi occupo delle risorse umane e sono troppo simpa, yeah, weee weee, tricchebballacche. Tzè.

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