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Post ad alto contenuto di anni Novanta

Posted by on Mar 9, 2011 in Me, myself | 8 comments

Ieri, oltre ad essere la festa della donna, era anche carnevale, quest’anno son capitati insieme, ucchebello. Ecco, adesso che ho parlato di attualità, posso passare ad argomenti più interessanti. I giocattoli.

Io non so che bambini eravate voi, io ero una bimbetta magra coi riccioli e le lentiggini. Oggi i riccioli li ho persi a suon di piastre, le lentiggini le nascondo con il trucco, e la magrezza…vabbè, soprassediamo.

Quando una persona normale ripensa alla sua infanzia, gli vengono in mente le giornate al mare con mamma e papà, le ginocchia sbucciate, le torte cucinate dalla nonna. A me no, la prima cosa che mi viene in mente ripensando alla mia infanzia sono i giocattoli.

Il rapporto che ho sempre avuto con i miei giocattoli resta l’emblema della mia vita, ancora oggi: avevo la bambola alta mezzo metro, col disco, che parlava, correva, sorrideva, viveva di vita propria, ma io volevo il bambolotto calvo, senza un braccio, dell’amica mia.

Ma non erano le bambole il mio gioco preferito. Io avevo lui, il mangiadischi Penny. Era la mia copertina di Linus. Il mio mangiadischi era arancione, uguale uguale a quello della foto. Dentro ci mettevo i dischi delle fiabe sonore. Ne avevo un sacco, ma ne ricordo solo alcune. Il gatto con gli stivali, il pifferaio magico, cenerentola e la piccola guardiana d’oche (che era la più bella in assoluto).

penny

Se non ce l’avevate mi dispiace per voi, ma sono sicura che avrei comunque invidiato il vostro walkman Fisher Price da sfigati.

Ecco, se metà giornata la passavo nel mondo dei sogni, l’altra metà la passavo a far abboccare dei pescetti che giravano in tondo. Chi non ha mai giocato a questo gioco ha avuto un’infanzia estremamente triste, ve lo dico. Ma a tutto c’è rimedio. Il gioco della pesca si vende ancora in qualche temeraria cartoleria.

pescaQuando ho raggiunto l’età della paghetta, ho acquisito anche la consapevolezza che i soldi non fanno la felicità, ma le figurine panini sì. Ho fatto tutte le collezioni di figurine possibili, di tutti gli animali, di tutti i cartoni animati e di tutti i telefilm (evitando come la peste i calciatori), ma ho finito solo un album, quello di Pollyanna. Da quell’album in poi, non ho più completato una raccolta in vita mia, e vi assicuro che ne ho iniziate parecchie.

pollyannaIl fiore all’occhiello del mio parco giocattoli era il Canta Tu. Avevo la primissima edizione (quella nella foto). Nella cassetta in omaggio c’erano un sacco di belle canzoni, ma io cantavo sempre viva la mamma e ci vorrebbe un amico, poi col tempo li ho affinati i miei gusti musicali eh.

cantatu Sì, avevo una miriade di giocattoli, ma ho un rimpianto. Due in realtà. Non sono mai riuscita a farmi comprare la Casa di Barbie e la Gaucho Peg Perego.

barbie gaucho

Io della casa di Barbie avevo solo gli interni, era come quando vai alle esposizioni di mobili, solo che quando la mia Barbie andava in bagno o si intratteneva con Ken, non era per niente carino che chiunque potesse farsi gli affari suoi. Infatti la mia Barbie aveva dei seri problemi psicologici, questo nessuno l’ha mai voluto capire. Invece la Barbie della mia amica la casa ce l’aveva, come quella nella foto. Addirittura col terrazzo! La mia Barbie, quando andava a trovare la sua amica con la casa, faceva finta di niente, poi tornava alla sua esposizione e si ubriacava col gin.

Per descrivere la Gaucho, invece, non ci sono parole. La Gaucho riusciva a scavalcare montagne di sabbia e ciottoli, le sue ruote solcavano i prati, era potente e io mi immaginavo a guidarla con il mio fidanzatino a fianco. E invece gnente. Sarà per questo che ancora adesso, nonostante abbia la patente, non mi va di guidare, non mi sento motivata. E’ che voglio la Gaucho, decappottabile e col cambio automatico però.

collage

8 Comments

  1. Oddio, vedere quelle foto è stato un vero e proprio trauma!!!! Gira la moda, i pescetti e la casa di Barbie fatta di cartone (quella tutta di plastica costava assai) li avevo. Quanta nostalgia …

    • Tu quindi eri barbie ceto medio. Io ero barbie barb(ie)ona ;)

  2. A 1000 ce n’è nel mio cuore di giochi da narrar, da narrarrrrrr….

    Anch’io c’avevo il giradischi arancione (pantone colorante E102 vietato dalla comunità europea fin dal 1970), e un borsello portadischi di colore marrone scuro che faceva tanto controllore ferroviario.
    Ascoltavo però sempre e solo la storia di Hansel e Gretel, perchè mi piacevano tantissimo i frutti di marzapane e nella storia c’era una intera casetta di marzapane da magnare.
    Anyway, andavo di lego e meccano, pistola colt 8 colpi, soldatini nazi grigi vs americans v.o.,cubo di rubic. Un paio di bigjim da impiccare e un goldrake senza braccia (i magli perforanti sono stati persi il primo giorno di utilizzo). Pallina soft da tennis, con mini-canestro dietro la porta. Canna spara palline di carta, omino fatto di pezzi di scheletro e organi interni per imparare se il fegato resta davanti o dietro i polmoni.
    Strano che non sono diventato un maniaco killer che spolpa le sue vittime.

    Bei tempi ….!

    • Uh la pistola ce l’avevo anch’io, mentre l’unico omino con gli organi che ho avuto è stato quello di “esploriamo il corpo umano”, mai completato :)

      Bei tempi davvero.

  3. sulla gaucho concordo -.-‘ son stati shock.
    Per il resto vorrei menzionare almeno il tricky traps (ce l’ho ancora qui a mezzo metro, ma non credo che funzioni)

  4. Nooooooo!!!i pescetti e il giradischi!!!che ricordi!!! anch’io avevo un giradischi arancione simile a quello,però precorsi i tempi e credetti di poter inventare il caricatore multiplo per i dischi(poi diventati cd),ma senza successo… :( e anch’io,come te,ho sempre desiderato ma mai ricevuto la Gaucho Peg Perego!Considerando che l’equivalente odierno da città è il Suv,credo rimarrà sempre un sogno una macchina simile!:)

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