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Cuciniamo insieme: gli agretti

Posted by on Mar 23, 2011 in Me, myself | 6 comments

Ma voi ci andate nei blog di cucina? Io tantissimo. Cioè, non è che li segua in maniera costante, tipo che gli lascio i commenti, ringrazio per la ricetta o chiedo suggerimenti, no, io frego solo le idee. Infatti è anche ora che ringrazi i miei blog preferiti per anni e anni di idee spacciate per mie: Giallo Zafferano, Misya e Cookaround. Ecco, adesso ho la coscienza a posto.

Questo per dirvi che anch’io quest’oggi scriverò una ricettina.

Ma partiamo dall’antefatto. Da circa un anno sto cercando disperatamente di darmi al vegetarianesimo. So che non ci riuscirò mai perché questo significherebbe rinunciare al sushi e a tante altre cose buonissime, però insomma…diciamo che ho ridotto il consumo di carne al minimo indispensabile e per codesto motivo compro un sacco di verdura. Avete presente quando aprite il frigo e una folata di vento gelido proveniente dal deserto Artico vi investe? Ecco qualche giorno fa, a pranzo, nel vuoto senza vita del mio frigo, un mazzetto di agretti mi supplicava, rantolando, di mangiarlo.

Per i meno esperti in verdurologia, gli agretti sono una specie di erba che si trova solo nel periodo primaverile, sono anche detti “barba di frate” (che però mi fa un po’ senso pensare di mangiare una barba, per di più di frate, perciò io così non li chiamo mai).

E insomma, dovevo cucinare ‘sti agretti prima che esalassero l’ultimo respiro, ma di solito è un tipo di verdura che si mangia bollita e a me andava, invece, di dargli una più degna sepoltura nel mio pancino, indipercui ho inventato questo piatto:

Penne integrali con pesto di agretti e scaglie di ricotta

Difficoltà: facilissimo, roba per principianti

Tempo di preparazione: mezz’ora

Calorie: dipende dall’olio

Allora, immaginatemi col cappello da chef e il grembiule col David, quello che hanno tutte le persone che sono andate almeno una volta a Firenze. No, è solo per darvi l’idea della mia credibilità ai fornelli.

Prendete gli agretti tramortiti e puliteli bene, togliete la terra, le estremità inferiori e lavateli con acqua e bicarbonato. No, non fate prima se li mettete nella lavastoviglie.

lavare

  • Bolliteli in acqua salata, ma solo un po’, tipo 10 minuti e poi scolateli.

bollire 

  • Ora prendete il mixer (non quello per l’audio, ma quello che frulla) e metteteci dentro in ordine casuale: agretti scolati, una manciata di pinoli (se vi piacciono abbondate), un po’ d’aglio, tanto pecorino e parmigiano, olio d’oliva e sale q.b. Frullate.

frullare

  • La pasta credo la sappiate bollire tutti, perciò passo subito alla fase impiatto. Nella stessa pentola dove avete cotto la pasta, una volta scolata, rimettetecela con il pesto, amalgamate (quant’è bella sta parola) e mettete nei piatti con un’abbondante spolverata di ricotta secca salata. Quella buona, non fate i tirchi.

impiattareIo le scaglie di ricotta non ce l’avevo, ce l’avevo solo grattugiata, però nel titolo suonava meglio.

Fino ad ora ho scherzato, ma è buona eh. Se proprio vi piacciono i sapori più decisi, ci avrei visto bene anche un’alicetta nel mezzo.

[Alla vista del pesto c’è chi mi ha detto che sembrava argilla. La prossima volta lo rifaccio e, imitando i blog di bricolage e fai da te, costruirò per voi un vaso di pesto di agretti, cantando la colonna sonora di Ghost. Rimanete sintonizzati!]

6 Comments

  1. Claudiè come al solito mi piace tantissimo leggere il tuo blog ;) senti io non sapevo nemmeno che esistessero sti “agretti” …però ora che gli hai dato tutta questa personalità non posso non comprarli! :)))

    • Affrettati, sono una verdura primaverile, poi si estinguono fino all’anno prossimo ;)

  2. Evviva, evviva, un’altra malata di blog e forum di cucina :)
    Il pesto di agretti sembra piuttosto invitante … appena li trovo da qualche parte, giuro che lo provo :D

    SaraG83

    • Lo sai che se non ti piacerà questo post si distruggerà automaticamente, vero? ;)

  3. Com’è che a me sto pesto mi sembra esattamente la sbobba della plasmon – le vellutate ‘Bontà della mamma’ – età 6-36 mesi?

    Getta alle ortiche il grembiulino del david, non ha gli attributi necessari.

    Ti voglio piu’ aggressiva al fornello, una novella Anna Moroni, roba col fungo e il tartufo, il peperoncino, lo zenzero, l’alga giap.
    E poi vegetar-woman ricrediti… l’homo barbecuensis è l’evoluzione ultima della specie.

    • Ahahaha “l’uomo barbecuensis” è fantastica. Vorrà dire che io sul barbecue ci griglierò le verdure ;)

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