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Cantare non m’annoia (il classico giUoco di parole)

Posted by on Apr 13, 2011 in Me, myself | 4 comments

Quand’ero piccola mi piaceva cantare. Anche adesso mi piace cantare eh, ma prima di più. Si poteva notare che mi piaceva cantare dal fatto che cantavo sempre. I miei parenti mi trattavano come si trattano tutti i bambini di quattro anni che si dilettano a cantare: mi facevano intonare canzoni davanti a chiunque, per vantarsi che erano parenti ammmè. E io cantavo Montagne verdi, mica l’elefante con le ghette! Ok, anche quello, ma montagne verdi è una delle poche canzoni che ricordo a memoria perché me la facevano cantare davvero dappertutto. E poi cantavo Mango, perché mia madre aveva le cassette. E pure Mietta.

Poi sono passata direttamente ad ascoltare Marilyn Manson, ma prima c’è stato un lasso di tempo in cui ho creduto davvero che avrei potuto coltivare la mia passione, studiare e fare concorsi canori, e vincerli pure, perché no. A quell’epoca, giusto per la cronaca, ascoltavo e ricantavo Laura Pausini e le Spice Girls, ma anche Massimo Di Cataldo e Gianluca Grignani, gli Articolo31 e i Savage Garden. Sì, ecco, come dire, la mmmmerda.

Ora che la mia voce si è atrofizzata, che appesi alle mie corde vocali ci sono pipistrelli mummificati, proprio ora ho deciso che è arrivato il momento di tirare fuori il mio talento.

Ho iniziato le lezioni di canto e, ve lo dico, sto mirando molto in alto, aspiro come minimo alla sagra de lu porcu di Pieve Torina. In scaletta ho già due o tre pezzi di Gigione che fanno sempre comodo per ogni evenienza, matrimogni, battezzi, feste attema.

E niente, il mio maestro ha detto che sono un soprano, non quello della mafia, l’altro. E mi insegna a cantare col metodo voicecraft. Il metodo voicecraft è ‘na roba seria, ché qui non stiamo a pettinare le bambole. È un metodo in cui canti poco ma ti eserciti assai. Ad esempio ho imparato a fare degli esercizi di respirazione col diaframma, non quello anticoncezionale, l’altro. E poi a fare delle strane pernacchie con la bocca e a fare le scale musicali con le erre di ramarro.Voi non potete capire, io ormai sto sulla via del professionismo. Sono lanciata.

Tanto lanciata che già mi ricercano. A giugno ho un evento importante, canto per uno spettacolo di casalinghe disperate con l’hobby della recitazione. Non lo so eh, non è che ci abbia capito tanto, mi ha ingaggiato mia madre, dice che cercano una che canti quello che le donne non dicono di Fiorella Mannoia. Domani vado dal parrucchiere, mi faccio i capelli arancioni e poi sono pronta per entrare nel pezzo. Oh yeah.

4 Comments

  1. bravaaaaaaaaaaa! (clapclapclap)
    Quanta merda ascoltavi tutta insieme -.-‘
    Si comincia dalle casalinghe disperate, il mondo può attendere U_U

  2. Il mondo del canto è colmo di termini assai ambigui. E comunque ci siam passati tutti dalla fase “pop italiano”, un momento imbarazzante di comunanza esistenziale.

    • eh sì, tutti abbiamo questo tipo di scheletri nell’armadio :D

Trackbacks/Pingbacks

  1. Un lungo uichend di terrore « Claudiappì - [...] già accennato qui, ho dovuto partecipare ad uno spettacolo in cui prima dovevo cantare solo la Mannoia, poi si…

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