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Come Liv Tyler ma più cessa

Posted by on Ago 12, 2011 in Me, myself | 9 comments

Ve l’ho mai raccontato di quando ballavo?

No, non ce l’avevo il tutù e manco le punte, io ballavo la dance.  La danza classica, all’epoca, era prerogativa dei figli di papà e io, ovviamente, non facevo parte della categoria. Non che non avessi un papà, ma insomma, ecco, avete capito.

Il mio gruppo di amici era fatto di tanti ragazzini in gamba, le femmine non tanto, non tutte, i maschi sì, c’avevano stoffa, c’avevano ingegno. Ero sicura che da grandi avrebbero fatto strada, poi no, non l’hanno fatta, forse non ero poi così tanto obiettiva nei miei giudizi. Però ecco, erano attrezzati benissimo. Organizzavano delle feste che manco il Pineta. I miei amici c’avevano i faretti colorati, le luci stroboscopiche, c’avevano delle casse enormi. Le casse forse  sembravano enormi solo a me che ero alta un metro e venti, però sta di fatto che sparavano musica altissima. Dance. Anche qualche lento, a volte, ma soprattutto dance, perché a quell’età ci piaceva di più dimenare le braccia che posare le mani sul culo degli altri. Era una bella età, quella.

Dicevo, io ballavo. Non sono mai stata una ragazzina estroversa, anzi, diciamo che se mi fossi conosciuta all’epoca, mi sarei stata abbastanza indifferente e pure un po’ sul cazzo, forse. Parlavo poco, ridevo poco, però ballavo assai. La dance anni ‘90 ancora ogni tanto la propino ai miei ospiti, a casa. Se vieni a casa mia e mi dici dai mettiamo un po’ di musica, nove volte su dieci ti proporrò Corona e Ice mc, sicuro, come è sicuro che il mio caffè farà schifo, ma quello è perché mi emoziono quando faccio qualcosa per gli altri. Quindi, se mai dovessi venire a casa mia, non mi chiedere la musica, tantomeno il caffè, facciamo qualcosa di già imbottigliato e pronto da versare, eh.

Comunque ballavo, ma adesso non ballo più, non davanti agli altri, almeno. Io ballo da sola, come Liv Tyler ma più cessa. Ballo in soggiorno, anche in bagno, a volte, mentre mi vesto. Saltello infilandomi i jeans e sculetto davanti agli specchi che, dentro di loro, si crepano un po’. Quando mi capita di andare alle feste danzanti, anch’io dentro di me crepo un po’. Di solito, con la sola forza del pensiero, riesco quasi a mimetizzarmi col muro, in modo da non farmi acchiappare dall’indemoniato di turno, uno di quelli sfatti e sudati che si avvicinano a te con  le braccia protese in avanti, a mo’ di zombie, e tu vorresti che di colpo si aprisse una voragine sotto i suoi piedi, che se ne tornasse lì da dove è venuto, che il trenino dei peppeppereppeppè lo travolgesse in un impeto di frenesia e gioia di vivere.

Io non ballo più alle feste, ho smesso, al massimo ondeggio un po’ e batto il piedino a ritmo di musica, resto a guardare le persone che si lasciano andare e mi piace, guardarle dico. Evito le discoteche come la peste, preferisco i concerti, preferisco essere sballottata dalla folla, pogare e dare spintoni col culo, preferisco schivare le gomitate, trovo sia molto più interessante. Trovo anche che, in qualche modo, questa cosa degli spintoni e le gomitate sia una metafora applicabile a svariate situazioni della mia vita, ma adesso non so, non mi viene, se mi viene ve lo dico, forse.

9 Comments

  1. il caffè mi viene bene e la dance prende polvere da anni in cd masterizzati che allora sembrava una cosa fighissima, un po’ come avere le luci colorate, lo strobo e le casse enormi (che però sono ancora utili per zittire la vicina che si mette a cantare ramazzotti a squarciagola), ma ballere proprio no, basta anch’io, che a ripensarci non so neppure se eravamo bravi davvero o solo ubriachi, quindi ecco, facciamo qualcosa di già imbottigliato e non se parli più

  2. “Quindi, se mai dovessi venire a casa mia, non mi chiedere la musica, tantomeno il caffè, facciamo qualcosa di già imbottigliato e pronto da versare, eh.”

    prendo nota!

    • Sempre che il caffè non voglia farlo tu! E per la musica gnente, a noi non serve, al massimo accendo la wii :)

      • Io porto gli strumenti e ci improvvisiamo rocker! E tu, poi, puoi pure cantare!

  3. :) Ti ci vedrei benissmo ad un tipo di feste a tema che organizzano una volta al mese a Parigi in un vecchio teatro, ora adibito a grande discoteca: “We are the 90’s” si chiama l’evento. E con tanto di tipe vestite in gonna di vernice/pelliccia/meches rosa, tizi con pantaloncini in jeans/canottiera rossa/baffoni/polsino da tennista, rapper old style, ecc ecc. :P

    • Uh! Mi piacerebbe un sacco! Io non ballerei comunque, eh, però ho la sensazione che sia una figata :)

  4. La dance anni ’90 è fenomenale!! Sarà che è in quegli anni che ho cominciato ad andare a ballare e, sarà un caso?, come te da qualche anno evito le discoteche come la peste!!!
    Pazienza per il caffè, passeremo direttamente all’ammazzacaffè….di sicuro se mi invitassi a casa tua non avrei nulla da ridire per la musica :)

  5. ma non ho capito, ascoltavi discoradio o no? U_U perché quella era la base di tutto

    • Ma discoradio, la radio? No, in Puglia mica trasmetteva, io ascoltavo Radio Sole :D

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