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Inspira. Espira. Ispira. E spira.

Posted by on Feb 2, 2012 in Me, myself | 34 comments

Non so come fanno gli scrittori. E non parlo di quelli che scrivono i libri, ma proprio degli scrittori, quelli che raccontano, che esprimono, che danno qualcosa al mondo. E non lo so, come fanno, perché ovviamente non sono una scrittrice, ma mi piacerebbe tanto saperlo.

Voglio dire, quella cosa dell’ispirazione, ad esempio. Ce l’hanno tutti i giorni? Si mettono a scrivere anche quando non ce l’hanno? E se gli viene una botta di ispirazione mentre stanno scegliendo le melanzane al mercato, che fanno?

A me, ad esempio, vengono le vampate di ispirazione. Che poi non so se sia ispirazione, perché magari poi scrivo una cavolata di dieci parole degna del peggior Moccia dei poveri, ma io non sono una scrittrice, non sono neanche una che scrive i libri, quindi posso permettermi anche le cavolate di dieci parole che a me sembrano frutto di vampate di genialità e invece proprio no.
Dicevo, mi vengono le vampate, è proprio un calore, tipo quello della menopausa (non lo so, eh, posso solo immaginare). Il processo è tipo che mi viene come un lampo nella testa, o forse nello stomaco, o forse nel polpaccio, non lo so da dove mi parte, il lampo, so solo che parte. E mi si arrossano le guance, come se avessi appena ricambiato il sorriso di un uomo sconosciuto e bellissimo, per strada. E allora, ovunque mi trovi, o v u n q u e, devo segnarmi quel lampo.

Però capita che sto davvero scegliendo le melanzane al mercato, oppure sono impegnata in un’operazione estremamente difficile, come ricordarmi il pin del bancomat per prelevare. E allora, quando ho finito di comprare le verdure e ho i miei cento euro nel portafogli, quando torno finalmente a casa, il lampo può essere che non ci sia più e nemmeno le guance rosse, mi resta solo il naso freddo, e che me ne faccio di un naso freddo?

Ecco, gli scrittori scrivono anche col naso freddo? Io quando scrivo col naso freddo, poi mi rileggo il giorno dopo e non mi riconosco in quello che ho scritto, mi pare che le parole siano solo segni neri uno vicino all’altro, che non si leghino, sono tanti piselli che rotolano di qua e di là in un piatto di pasta scondita. In realtà, faccio fatica a riconoscermi anche quando scrivo col naso caldo, è come quando riascolti la tua voce registrata e ti sembri un’ altra persona, una persona peggio.

Ad esempio, questo post l’ho scritto con le guance rosse, però adesso ho spento lo scaldino e quindi, prima che mi diventi freddo il naso, e i piedi, e mi si ghiaccino le punte delle dita, prima che rilegga tutto e mi sembri un altro post, un post peggio, la smetto e vado a prendere la copertina di pile, di là.

34 Comments

  1. Non mi reputo affatto una scrittrice, anzi. Però mi piacerebbe avere un marchingegno attaccato al cervello che traduca in appunti i miei pensieri che nascono in quei momenti di stream of consciousness prima di dormire.
    Mi vengono in mente mille post da scrivere e, puntualmente, al mattino ne ricordo la metà

    • Io sono speranzosa, magari mi ritroverò a parlarne in qualche prossima rubrichetta ;)

  2. Freddo o caldo, il tuo naso è bello.
    ooops… il tuo i-spirante i-spirato naso. Insomma, i-spirata scegli le melanzane e poi ne descrivi il colore o quello che ti i-spira. O forse non parlavi del naso, ma dei post. Vabbè, spira o non spira, la realtà è che tutto di te è vivo e bello.
    (certo, detto da me appare scontato, ma non lo è)

    • Sì, detto da te può apparire un po’ di parte, ma apprezzo :D

  3. Ciao arrivo per caso.
    Il tuo post mi ha fatto sorridere, nel pensare a te che diventi rossa stile teiera e poi ti raffreddi con i ghiacciolini ^_^

    Se posso, occorre capire cosa si intende per scrittore. Se si amplia anche a persone non professionisti (chiamiamoli così), beh la vedo dura comprendere. Chi scrive e lo fa prima di tutto per se possiede motivazioni e dinamiche differenti.

    Elisa (la cantante non c’entra ma mi è venuta in mente) da giovanissima in un’intervista disse che lei scriveva sempre e lo faceva in inglese. Aveva accumulato negli anni tantissime frasi, alcune divenute poi canzoni. Red Ronnie (che la stava intervistando) le chiese “ma ti capita di avere l’ispirazione e non poterla afferrare?” e lei “no perchè ovunque mi trovi prendo un foglio di carta e scrivo. Mentre canto non mi viene l’ispirazione, perchè la mia mente è occupata in altro”.
    Ecco penso che, forse, l’ispirazione viene quando una persona riesce ad essere a nudo nel suo mondo.

    (mi scuso per il commento lungo tendo ad essere prolissa =_=)

    • Ciao Sara!

      Sì, amplio la mia definizione di “scrittore” anche a non professionisti, anche a chi non ha mai pubblicato niente e forse non lo farà mai. Il punto è che spesso trovo più scrittori tra i blog, tra le email, che tra gli scaffali delle librerie (ma questa è tutta un’altra storia) :)

      Questa cosa di Elisa la sapevo (lei è una che mi piace moltissimo, per quello che scrive e per quello che esprime quando canta), in realtà molti si appuntano sempre tutto e sì, penso che spesso l’ispirazione viene quando si è nudi, spogliati di tutte le sovrastrutture, e quando non stiamo propriamente pensando a quello che stiamo facendo.

      (in quanto a prolissità, possiamo darci la mano)

      ;)

  4. Io sono daccordo con Baudelaire che diceva: “l’ispirazione è la sorella del lavoro quotidiano”

    • Ecco, sicuramente non si riferiva al lavoro d’ufficio :)

  5. Io non lo so come fanno gli scrittori, come si regolano. Volevo dire una cosa su di te, sulla tua scrittura, a mio modestissimo parere. A me pare sempre ispirata. Non c’è stato un post che mi ha fatto pensare che tu l’avessi scritto per forza, per esempio.

    • *__* grazie, Matteo. Infatti no, diciamo che per forza non scrivo mai. Certo è che, secondo me (ma parlo da profana), se la scrittura diventa un mestiere, forse spesso bisogna forzarsi anche un pochino :)

      • Credo anch’io. La scrittura è passione, ispirazione, ma anche sforzo e dedizione.

  6. Geniale :)

  7. Uh, io dei nasi degli scrittori non so nulla.
    Però Cla, a me sembra proprio che a te l’ispirazione non manchi mai, sei sempre lieve, fresca e spontanea…e c’è molta personalità nel tuo scrivere, mai banale.
    Ecco, questo penso…un bacino, Cla!

    • Miss, grazissime davvero. L’ispirazione spesso la prendo anche da voi, eh, c’è da dirlo :)

  8. Visto il titolo pensavo che la Appì stesse immantenente per sfornare un paio di belli frichi. Invece è solo un travaglio e un parto dell’animo. Tutto regolare.

    Ma com’è che uomini misteriosi e bellissimi ti sorridono per strada?

    Io quando sento un lampo nel polpaccio è solo un crampo e il pomello rosso sulle gote è solo conseguenza di gomito alzato.
    Forse è perchè non sono nudo nel mio mondo!
    Vado a fare Yoga.

    • Moka, tutto sta in quel “come se”. Immagino che se un uomo avvenente mi sorridesse per strada, io arrossirei. In realtà, al massimo mi chiedono dov’è il tabacchino più vicino, ma questo non funzionava ai fini della metafora :D

      Tu sei un uomo tutto d’un pezzo e non senti i lampi, dici, ma io invece penso che stai (poco) abilmente mentendo.

      Fai la posizione del saluto al sole, denudati e fatti baciare dai raggi dello Yoga. Poi rivestiti, ché in questo, di mondo, c’è la neve.

  9. Gli scrittori di solito vanno in giro con una moleskine (si scrive così?) e appena viene loro l’ispirazione mollano la melanzana in offerta (alcuni addirittura per terra, e il fruttarolo si inca..a non poco) e riportano immediatamente il pensiero geniale che li ha investiti.
    Altri, più tennologici, usa l’iMoleskine, ma il meccanismo è sempre lo stesso (e pure la melanzana atterrata con inca…amento del fruttarolo).
    Altri ancora hanno buona memoria.
    Altri ancora non segnano nulla, continuano a rimirare le melanzane (non le fanno cadere a terra, il fruttarolo tira un sospirone di sollievo) scordano il pensiero geniale tanto, se sono veri scrittori, sanno che il pensiero tornerà, così come le melanzane in offerta.

    • Forse hai ragione, le idee risalgono spesso come la peperonata (rimanendo nel reparto ortofrutta) :)

  10. il pile è chiaramente spesso la soluzione!

  11. Di dirò che a me capita pressapoco la stessa cosa. I mille blog chiusi e ricominciati ne sono l’emblema :)

    • Eh, infatti, vale pure per me. Io non mille, ma insomma…
      Però questo è l’ultimo e definitivo, giuro :)

  12. Mi stava a venire in mente, prima, quando stavo al supermercato, coi piedi, le mani e il naso gelato, stavo pensando a una genialata, stavo pensando: ma se a Claudiappì gli tolgo la ì, mi diventa un’app, mi diventa claudiapp:):)

    • Non ciurlare nel manico Rick, la Cla la i ce l’ha, è la Claudiappì! Non è che se le togli la I te la metti sull’ I-Phone… ma guarda tu che tipo :-) !
      Bacetto Cla…

      • Ric, in effetti sono così piccola che ci potrei anche stare in un iphone, il punto è a fare che. Magari potrei fare l’app che mette gli accenti sulle i dei messaggi, nel caso dovessi scordarteli :)

        Miss, rido :D

  13. Una mia amica letterata dice che l’ispirazione è roba da dilettanti. Subito pensavo fosse un pensiero snob (la mia amica letterata talvolta dà quest’impressione), poi ho capito cosa diceva. Che se ti viene in mente un concetto da comunicare non è che ci voglia l’ispirazione, ti metti lì seduto con carta e penna e ci lavori finché non l’hai espresso a dovere. Da allora per me “ispirazione” significa semplicemente trovare la calma e la concentrazione per dipanare i pensieri.

    • Mi piace, sì. Calma, concentrazione e flusso di pensieri.

  14. Gli scrittori… quelli veri, quelli seri, quelli che vendono libri intendo, si fanno semplicemente scrivere i libri da qualcun altro….:)

    • Da domani ti chiamo cinismo (anche se non hai tutti i torti) :P

      • che vuoi… come dicono a Londra I know my chickens

  15. Io credo che gli scrittori veri, quelli seri hanno l’ispirazione, ma soprattutto una lucida perizia nel modellarla. Lavorano con la lingua come uno scultore con qualsiasi materiale da scultore. E ci impiegano del tempo e fanno tentativi. Ma questo cosa che io credo, probabilmente già sai che la credo.

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