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Vasetti, tovaglioli e stelle [#31]

Posted by on Feb 26, 2012 in Eddai | 19 comments

Oggi c’è il sole fuori. Il sole di fuori mi piace, tranne quando poi pretende di entrare in casa a ricordarmi che devo spolverare i mobili wengè del soggiorno. Dalla mia prossima casa saranno banditi tutti i mobili scuri, gli armadi con le ante scorrevoli, i letti bassi in stile giapponese con gli spigoli appuntiti e i frigoriferi che hanno bisogno di essere sbrinati. No, perché fuori c’è il sole, ma dentro casa c’è il macello e oggi mi tocca.

Però, dopo aver adempito ai miei compiti (rubrichetta + pulizie), esco eh.

1. Io ho una passione sfrenata per i magneti, ne ho il frigo pieno e, ovunque vada, ignoro letteralmente qualsiasi altro tipo di souvenir e prendo solo calamite, pure quelle brutte, anzi quelle brutte mi piacciono ancora di più, infatti ho il frigo kitschissimo (sì, quello che tra un po’ andrò a sbrinare). Questa nuvoletta non è kitsch e risolve l’annoso problema di dove mettere le chiavi appena entrati in casa. Sì, ok, lo svuotatasche, ma appendere le chiavi alla nuvoletta, senza neanche bisogno di gancetti, è più bello.

key_cloud 2. Non è che adesso parlo di frigoriferi fino alla fine del post, è solo che c’è questo progetto di Jihyun Ryou che si chiama “Save food from the refrigerator” (salva il cibo dal frigorifero). Praticamente, Jihyun dice che da quando abbiamo ‘sti frigoriferi chiusi, che poi ad un certo punto dobbiamo sbrinare…no vabbè, la smetto. Insomma, il punto è che non conosciamo più i cibi, ad esempio cosa serve per conservarli, e allora il progetto è quello di creare degli elementi “a vista” per la cucina, capaci di mantenere i cibi anche fuori dal frigo, attraverso gli antichi rimedi della nonna (tipo, per capire se un uovo è fresco, basta immergerlo nell’acqua e vedere se si adagia sul fondo in orizzontale oppure solleva la punta verso l’alto, nel primo caso è freschissimo, nel secondo meno).

eggsroot apple_potato  fruit veggies 3. Colleen Jordan, una designer americana, realizza questi piccoli vasetti, che poi, riempiti con minuscole piantine, si possono portare al collo. L’importante è ricordare di spruzzarsi il profumo prima di indossare la collanina, sono sicura che la piantina non gradirebbe, no, neanche nel caso di costosi profumi francesi.

il_570xN.208017248I vasetti sono realizzati con la tecnica della stampa 3D e c’è anche la versione per la bici. Belli.

il_570xN.310813284 4. Ieri ho letto la notizia di questo utile oggetto da doccia, soprattutto per chi, come me, trasforma il proprio bagno in una sauna di tre quarti d’ora, ogni volta che si lava. Si chiama waterpebble e, una volta tarato, si illumina come il semaforo; quando scatta il rosso, è arrivato il momento di farla finita. Il bello è che ad ogni doccia riduce un po’ i tempi, quindi ti insegna a non sprecare litri e litri d’acqua. Io almeno quella cosa di chiudere l’acqua dal rubinetto mentre mi lavo i denti, la faccio eh.

logo 5. Non sono una tipa da feste e serate mondane, non sono fashion, non ho mai applicato niente sulle unghie che non sia uno smalto, né ho mai messo le extension o le ciglia finte. Ecco, però nonnappì trova interessanti queste ciglia di carta tutte arzigogolate, se le avessi scoperte prima, le avrei messe al concerto di Lady Gaga post Europride, vabbè, la prossima volta.

p5112_main p5112_extra3 6. A casa mia non esistono tovaglioli di stoffa ed è strano, perché ho le tovaglie sì e i tovaglioli no, ma insomma, noi usiamo quelli di carta, anche se ci sono ospiti. Che poi io sono d’accordo con chi dice di usare le stoviglie di carta solo in casi eccezionali (tipo quando hai venti persone a cena o quando mangi fuori), se non altro per una questione di impatto ambientale, però coi tovaglioli proprio non ce la faccio. Meno male che si può essere cool pure senza tovaglioli di stoffa, eh. Inoltre, coi tagged napkins gli ospiti sanno sempre dove devono sedersi, evitando gli “io a capo tavola no, io preferisco di spalle alla tv, io lontano dalla porta ché entrano gli spifferi”.

nap2 nap 7. Non so perché, ma ho sempre desiderato avere due cose: una di quelle collane portafoto che si vedono nei vecchi film drammatici, dove c’è sempre una donna che apre il ciondolo in fondo alla catenina e mostra una foto color seppia di qualcuno che ormai non c’è più. La seconda cosa è uno di quegli anelli che si aprono e dentro c’è il veleno, quelli delle streghe delle fiabe e dei film di spionaggio.  Io non ci terrei il veleno, non so cosa ci terrei, magari niente, però ecco, c’è questo anello col topazio centrale che ha una minuscola serratura che si apre solo con la sua chiavetta. Tutto ciò è meraviglioso (il prezzo un po’ meno).

il_570xN.247092218il_570xN.247126833  8. Il progetto è realizzato da Lab212 e si chiama Starfield. Un’altalena, un videoproiettore e la tecnologia Kinect bastano per vedere le stelle. In casa. Io ce l’avrei pure un bel muro bianco e spoglio su cui vedere le stelle mentre mi dondolo, è il muro dove dovrei appendere la laurea, ma direi che le stelle sono meglio.

 

9. All I Own è un progetto fotografico di Sannah Kvist (sembra il nome di un mobile Ikea perché è svedese). La fotografa ha chiesto ad amici e conoscenti di ammucchiare in un angolo della stanza tutto quello che avevano e il risultato è davvero interessante. Mi ricorda In your fridge di Stephanie de Rouge, di cui avevo parlato mesi fa. Anch’io all’epoca avevo immortalato quello che c’era nel mio frigorifero (la foto è in fondo al post), ma adesso di ammucchiare tutto in un angolo della stanza non se ne parla, siete matti?

 40_5sannahkvist1 40_5sannahkvist340_5sannahkvist7 10. A proposito di matti. Io non ho nemmeno la pazienza di costruire le casette con le carte da gioco e invece questo signore, Scott Weaver, ha realizzato una scultura cinetica della città di San Francisco. In 35 anni e con 100mila stuzzicadenti. Ammirevole.

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Vado. Passate una buona domenica, o lunedì, o un giorno a caso di un mese e di un anno a caso in cui incapperete in questo post.

19 Comments

  1. Mi è venuto in mente il 1989 e sembra che i 100.000 stuzzicadenti fossero stati messi bene, perché nel lungo periodo di “Tremors” del terremoto di quell’anno (l’unico “quasi big one” del mio soggiorno ed io ero a Tokyo :(( ), hanno resistito, oppure ha cominciato dopo a fare la sua scultura. :)

    • Scud, magari ha realizzato con gli stuzzicadenti anche tutti gli accorgimenti antisismici :D

  2. Che sequenza di meraviglie in questa rubrichetta domenicale!
    La nuvoletta è fantastica, anche il ciondolino con la piantina, l’unica cosa che mi lascia perplessa è…non è che le foglie fanno il solletico, Cla?
    E vorrei assolutamente quelle ciglia di carta, sai che flap flap :-) ?
    Bacetto Cla, buona domenica!

    • Potrei comprare il ciondolo e dirtelo, Miss. Mi sembra l’unico modo :D

  3. la roba della doccia mi servirebbe proprio. Tra l’altro, spessissimo, sto ore ore a pensare e mi dimentico di lavarmi! E devo tornare dentro.
    Quanta idiozia in una sola persona…

    • Io poi mi lavo, ma proprio alla fine, prima passo tutto il tempo sotto il getto dell’acqua calda e penso anch’io. la doccia concilia, si sa :)

  4. Non so nemmeno da dove cominciare: sono letteralmente rapita da queste meraviglie! Stupendo lo stop doccia: sarebbe perfetto per le mie figlie(!) che si accasciano nella doccia per ore…strabella la nuvoletta e le ciglia ma il mio preferito è l’anello, diciamo che mi piacerebbe invecchiare con un pizzico di eccentricità e quindi ci metterei le mie pilloline della salute…;) bravissima!!!

    • L’anello col doppiofondo dei segreti. Alle pilloline non avevo pensato, in effetti! Grazie, stravagaria :)

  5. C’è stato un periodo della mia vita in cui sono stato preso dal furore sacro del piccolo botanico in fregola. Ho girato tutti i vivai della zona imparando i nomi e cognomi delle specie, la composizione del terriccio e il Ph dell’acqua. Ho fatto esperimenti di taleaggio, innesto e margottaggio, invadendo ogni angolo della casa con pezzi di piante, vasi e sabbia.
    Purtroppo tutti gli altri componenti della famiglia mi remavano contro. Non ho le prove ma sono sicuro che la donna delle pulizie versava il vernel nei vasi. I due conigli acquisiti contro la mia volontà pasteggiavano allegramente con tutto quello che trovavano. E i due teppisti minorenni che ho a carico usavano i vasi come pali per giocare a palla in casa.

    Mi emoziono ancora quindi quando vedo portare al collo un ciondolo minivaso con piantina incorporata. In nome della green-economy della permacultura, etc etc, lo regalerò a ‘dolcemetà’ al posto della pietruzza translucida che continua insistentemente a chiedere. Mi chiedo peròcome si fa ad innaffiare la piantina. La piantina nel minivaso rinsecchisce dopo cinque minuti di sole. Devo far crescere il doppiomento alla moglie o regalargli un paio di tette nuove dove la piantina trovi la giusta ombreggiatura.

    • Sono sicura che nel mio caso, nonostante le tette e il doppiomento, la mini piantina morirebbe stecchita lo stesso nel giro di mezza giornata.

  6. Questo numero della mia “rubrichetta” preferita è stato uno sballo. Dalla nuvoletta al vasetto allo Starfield, tutte figatissime e ce ne sono pure delle altre.

  7. Why? Perché!!!

    • What? Cosa!!!

      • No è che io ti vorrei più cronista esistenziale del quotidiano e meno ricettacolo di ciarpame. Oh, bello il coso con la calamita…

        • Si fa presto a dire ciarpame. Tutte queste cose sono ugualmente me :)

  8. Sì al magnete-nuvola. Sì alla doccia a tempo. Sì alle foto della mia stanza. Ah, non era la mia stanza? Va be’, ci assomigliano parecchio quelle stanze alla mia. Sì al brillocco avvelenato (il tuo desiderio di possederlo mi inquieta un pochino). Ma no, no e no, ai vasi con le micropiante ciondolanti. Mi sa di sporco, insetti, vermicelli, microlumachine (me le immagino tutte queste microlumachine che quando piove escono dalla microterra e si mettono a strisciare per il collo).

    • Ecco, è un ciondolo vietato a chi ha troppa immaginazione :D

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