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Caramelle

Posted by on Mar 7, 2012 in Me, myself | 30 comments

Non sono una persona nostalgica. Ok, giusto un pochino, ma ieri mi hanno dato una caramella col liquore dentro, non al sapore di, proprio col rhum liquido dentro e, a parte il mio sorriso ebete che la mia amica avrà pensato questa è scema, è successo che prima di mangiarla l’ho rigirata per un sacco di tempo tra le mani per capire se era veramente lei e sì, era proprio una di quelle caramelle che fregavo nella vetrinetta di mia nonna. Gliele fregavo perché non erano caramelle da bambini, ché dentro c’era la vodka e il cognac e anche il whisky ed era pure un’impresa non indifferente fregargliele, perché mia nonna passava praticamente l’intera giornata tra la cucina e il soggiorno, allora io approfittavo della pennichella pomeridiana; quando la sentivo russare sul divano, spostavo la sedia dal tavolo, piano piano, mi ci arrampicavo (sì, anche da bambina ero bassa), e prendevo due o tre caramelle al liquore, solo due o tre perché sennò se ne accorgeva.
Poi tornavo a sedermi per terra e provavo anch’io a indovinare cosa c’era nello zainetto di Ambra, col bottino nelle tasche.

‘Sta cosa delle caramelle si è tirata dietro tutti gli altri ricordi. Penso di aver passato due terzi della mia infanzia nel salotto di mia nonna, nell’altro terzo stavo fuori a giocare a molla e alla Signora Teresa. Se non sapete cosa sia il gioco della molla e quello della Signora Teresa, poi ve lo spiego nei commenti. No, è che adesso casa di mia nonna non è più com’era vent’anni fa, adesso è diventata casa di mio zio, è tutta moderna, dentro c’ha i muri colorati e allora io, ogni volta che ci vado, mi rivedo mentre cerco di stendere la mia amica di classe dritta dritta tra gli schienali di due sedie distanti, come diceva di fare il Mago Silvan nel suo libro. Il libro del Mago Silvan stava nella biblioteca civica, io lo prendevo ad intervalli regolari, tra un libro di Gianni Rodari e l’altro. E poi provavo le magie sulle amiche e sui cugini. Mai riuscita mezza, ovviamente, tant’è che un giorno ho smesso, fortunatamente prima che ci scappasse il morto.

Ho sempre avuto un debole per la magia, mi avevano regalato pure una sorta di kit del mago, una scatola piena di giochi di prestigio, c’erano un sacco di corde, palline, carte e fazzoletti colorati. Solo che, per imparare a fare le magie, dovevi leggerti il manuale con le istruzioni e io non ne ho mai avuto voglia, quindi giravo solo con il cilindro e ogni tanto cacciavo un coniglietto di peluche dal sottofondo. E i bambini facevano oh. Eh, mi piace vincere facile. I bambini erano mia sorella e i miei cugggini. Tutti più piccoli di me. Per anni gli ho fatto credere che c’avevo i poteri, che potevo far succedere le cose e che, se avessero fatto quello che gli dicevo di fare, quando sarebbero diventati abbastanza grandi, glieli avrei trasmessi e saremmo andati in altri mondi più belli. Vai da nonna e fatti dare un ghiacciolo, rimetti a posto tutti i pezzi del Sapientino, prendimi le scarpe che le ho lasciate di là. C’erano decisamente gli estremi per sfruttamento minorile e circonvenzione di incapace.

Anche se in fondo ero una brava bambina, dai, gli passavo pure le caramelle al liquore di contrabbando. Ma magari loro hanno rimosso tutto, quindi per carità, se li incontrate, evitate di dargli le caramelle al rhum.

30 Comments

  1. Mia nonna mi dava gli zuccerini, quelli della Sperlari. Ogni volta che li rivedo in giro per negozi mi viene la nostalgia di casa.
    Sei fortunata. L”appartamento dei miei nonni era una casa popolare e adesso sarà stato affittato a chissà chi.
    Non lo vedo dal 1994.

    • Non lo so, sai? Forse avrei preferito non vederla e ricordarla così com’era. Quando hanno buttato giù i muri per rifare le divisioni interne, sembra che le picconate le davano a me :)

  2. Mia nonna aveva sempre la borsetta piena di caramelle Rossana che, diciamolo onestamente, minano la salute dei denti dei bambini e non sono poi così buone.. Ma sono le caramelle della nonna e per questo diventano le più buone del mondo.. Con questo post si è riaperto anche uno dei miei cassetti della memoria ed è bello ogni tanto farci un viaggetto.. :)

    • Sì, è bello. Adesso mi hai fatto pensare che anch’io a casa ho sempre una ciotola di caramelle Rossana e questo decreta ufficialmente il mio essere nonna dentro :)

  3. Che nostalgia. Tutti noi abbiamo caramelle che aprono lo scrigno dei ricordi. Le mie erano quelle di zucchero quadrate con il disegnino della frutta sopra, che quando toglievi la caramella rifacevi la sagoma e facevi finta di regalarla al fratello… E le mitiche Paperino che non esistono più, con quel colore indecifrabile variegato tra l’azzurro, il rosa e il giallo e quel sapore… non so quanto pagherei per averne ancora una! Vivi

    • Uh, sono caramelle precedenti alle mie, mi sa :)

      • Eh sì le paperino sicuramente…cosa ti sei persa. Gli zuccherini li compravo anche alle mie figlie e mi sa che tu stai nel simpatico mezzo! Baci caramellosi

  4. Che roba che sono queste caramelle… si direbbe quasi macchine del tempo! :)

    • Forse era drogata, anche se a darmela non è stato uno sconosciuto ;)

  5. A me fanno quest’effetto le Rossana. Attendo le istruzioni per imparare e poi sfidarti a “Signora Teresa”.

    • Era un gioco che si faceva col pallone contro il muro, un gioco di abilità. La filastrocca faceva così “la signora teresa va al mercato ruba tre mele, la prima casca giù, la seconda casca giù, la terza casca giù. Se ne accorge il padrone, la mette in prigione, friulì friulà che pena mi vuoi dar?” E l’altro ti dava una pena, tipo tirare ‘sto pallone contro il muro, cantando questa filastrocca però tutto con gli occhi chiusi, o con un piede solo, o con una sola mano. Sì, ho avuto un’infanzia molto difficile.
      Quindi a quando la sfida? :D

  6. uhh…le caramelle della nostra infanzia, nostalgia :-)
    Io anche mi ricordo le Paperino, che buone!
    Certo che eri proprio una furbetta pestifera, ti ci vedo a turlupinare i cuginetti haha

    P.S. ti sto mandando una mail, Cla…devo dirti una cosa, poi leggi, eh?
    Bacetti gioia!

    • Sono ancora molto pestifera, ma adesso ho altra gente da torturare :D

  7. Per me furono le ciliegie. Le teneva racchiuse in un fazzoletto bianco e mi aspettava con questo fagottino sul grembo. Quando arrivavo, lo apriva e miracolosamente erano sempre attaccate ai gambi, due a due, per stare sulle orecchie come orecchini. Erano le ciliegie più buone che io avessi mai mangiato nella mia vita. Erano la cura, l’attenzione, l’amore. Era mia nonna, il sapore più dolce che c’è.

    ps: non ti ha mai “sgamata” perché le caramelle erano lì per te, salvo venire da me per dirmi in gran segreto: statt’attent angor l’avess’na fa mal!

    Sì, sei stata una gran despota con i tuoi cugggini e soprattutto con tua sorella, ma i risultati sono comunque eccezzzzionali. A volte l’amore passa per singolari vie.

    • Mia sorella sapeva leggere e scrivere già a quattro anni, sto aspettando ancora le rette scolastiche che non mi ha pagato :D

  8. Mia nonna era una dispensa di cioccolata e cioccolatini. Tre dei suoi figli (mie zii, chiaramente) vivevano in Svizzera e quando venivano a trovarla, portavano cioccolata e cioccolatini. La nonna nascondeva il bottino nell’armadio in mezzo alle lenzuola pulite perché non le scovassimo. Ma più di tanto non ci riusciva. Ancora oggi adoro la cioccolata figuriamoci da bambina! Nell’ epoca della globalizzazione ho pure ritrovato la “Frigor” della quale andavo matta. I miei nonni hanno vissuto in casa con noi fino a che sono stati in vita. Anzi, per dirla meglio, quella era la loro casa.
    Bel post che come spesso accade nei tuoi, rimanda molte eco. ciao :)

  9. Mia nonna mi propinava sempre le caramelle Mou, io le prendevo o meglio le dovevo prendere, ma non le mangiavo, perchè mi si attaccavano ai denti e dopo dovevo mettere le dita in bocca staccando pezzi di cramella dai denti e avevo vergogna dei miei amici che mi prendevano in giro. Quindi le regalavo alla piu’ bella della classe che ovviamente le rigirava al bello della classe. Che lui, anche se si metteva le dita in bocca, lo faceva da macho e nessuno lo prendeva in giro.
    A me piacevano le caramelle arancioni e gialle, le selz soda, con dentro le bollicine che pizzicavano la lingua e lacrimare gli occhi.
    Ma piu’ di tutti mi piaceva ciucciare le palline di zigulìall’arancia e alla fragola. Mi sono bombato di vitamine C per tutta l’infanzia. Non ero mai malato e non potevo stare a casa da scuola per saltare l’interrogazione. Una volta ho messo il termometro sul calorifero per avere anch’io la febbre una volta tanto. Il termometro è scoppiato, e mia madre non l’ha presa bene.Mi ha messo in punizione e non mi ha comprato piu’ le zigulì. Ma questa è un’altra storia.

    • Anche a me piacevano quelle che frizzavano e pure le Zigulì, le FruitJoy e le pip (le caramelle dei fumatori).
      Invece odiavo tantissimo le Galatine e le Alpenliebe :D

      • Anche a me, anche me le Selz Soda… le mangio ancora adesso!

  10. Mia nonna era una dispensa vivente di cioccolata e cioccolatini. Tre dei suoi figli (miei zii chiaramente) vivevano in Svizzera e ogni volta che venivano a trovarla le portavano cioccolata e cioccolatini. La nonna occultava il bottino nell’armadio, nascondedolo tra lenzuola e asciugamani, per sottrarlo alle nostre grinfie. Ma sarebbe più giusto dire “cercava”…Adoro la cioccolata oggi, figuriamoci da bambina! I miei nonnni sono sempre vissuti con noi fino alla fine della loro vita. Anzi, per essere precisi, quella era la loro casa.
    Bel post, che come spesso accade nei tuoi, rimanda a molte suggestioni. ciao :)

    • Grazie pennabianca, a me piace molto sentire anche le vostre storie :)

  11. Ah, le caramelle al liquore! Seconde solo ai cioccolatini al liquore…(!!! dovrei avere dei moncherì… gnam !!!)

    • I Mon cheri e i Pocket Coffee sono i miei cioccolatini preferiti. Vabbè, alcuni dei :)

  12. E per fortuna che non eri una persona nostalgica! Anche a me capita di fermarmi su un particolare e lasciarmi trasportare sull’onda del ricordo chiama ricordo. Già da piccola manifestavi una predisposizione all’ubriachezza precoce, figuriamoci adesso. :D

    • Adesso sono passata direttamente a fregare gli alcolici dal soggiorno, ma non lo diciamo a nessuno ;)

  13. Nonna Maria, (materna) l’amavo per la sua bontà e sensibilità. Mi ricordo che, mi regalava stecche di cioccolato al latte che erano una favola. Cioccolato di Modica.

    Vado matto per le rotelle liquirizia Haribo, chupa chups e, Kopiko al caffè.

    Ti auguro un week end strepitoso. Edo

  14. Madò Clà la signora Teresa. L’ultima volta che sono stata giù, un paio di settimane fà, l’ho fatto vedere a mia nipote… non so se hai mai riprovato, da grande diciamo, ma io non ci sono riuscita a farlo con una mano sola!!! …l’età!
    Invece ti ricordi quando disegnavamo a terra con il gesso la casa dei fantasmi?

    • Eccome! Che tempi :)
      Io comunque non c’ho mai riprovato con la Signora Teresa, ma credo che adesso sarei una schiappa anch’io.

  15. Scrivi in modo particolarmente bello dell’infanzia. Sembra di esserci dentro. E poi ti immagino formato minuscolo ed è troppo tenero.
    Mi hai fatto venire io e i miei cugini per un certo periodo rubavamo i capperi dai boccaccini. Ci era presa la passione sfrenata! :)

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