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Gola

Posted by on Mag 21, 2012 in Me, myself | 29 comments

Più tre chili. Pensavo peggio.
È che non puoi portarmi nella patria dell’arancino fritto e sperare che io riesca a trattenermi. Sono arrivata a mangiare tre aranci(o)ni grossi come palloni da basket, tutti di fila. La gente avrà pensato che non mangiassi da settimane o che avessi il verme solitario.
Ovviamente ne avrei mangiati altri tre, se non fosse che c’erano un sacco di altre cose buone da assaggiare, i nomi non me li ricordo, non credo siano rilevanti, ma erano tutte robe imbottite. Robe di cipolla e spinaci e patate. Robe col ragù dentro. Robe con la ricotta. Ai siciliani piacciono i ripieni. E a me piacciono i siciliani.

Le scarpe dorate mi stavano grandi, maledette. Ci ho messo tutti i cuscinetti inventati fino ad oggi dal Dr Scholl, ci ho messo pure l’orribile soletta, ma niente, sembravo lo stesso una bambina che gioca coi rossetti e i tacchi della mamma. Ad ogni modo, l’importante è portarle con disinvoltura, e infatti trascinavo i piedi come uno di quegli zombie che è zombie da ‘na vita, proprio.
Però è stato un gran bel matrimonio. Il prete ha fatto una predica molto ispirata, ispirata al ritardo della sposa, infatti gliel’ha rinfacciato almeno per tre volte, prima, durante e dopo. Tipo che io gli avrei tirato dietro il panchetto rivestito di tulle e anche la composizione di rose con tutte le spine. Quindi per tutta la cerimonia non ho fatto altro che pensare ma guarda un po’ che coglione, oltre a chissà quante cose buone da mangiare mi staranno aspettando già tutte belle in fila sui vassoi del buffet. Sì, c’ho il chiodo fisso.

Comunque l’unica volta in cui ho fatto un viaggio del genere, con tutta la sacra famiglia appresso, intendo, dovevo avere una cinquina d’anni. Abbiamo fatto Foggia-Napoli in macchina. Nonno, nonna, zio, zia. E io, che ogni tanto costringevo la carovana a fermarsi perché avevo la nausea. Adesso non ce l’ho più, la nausea, riesco pure a leggere in macchina, pensanpo’. Però le dinamiche familiari sono le stesse. Gente che si incazza, gente che poi si chiarisce, gente che resta col muso, gente che si prende in giro, gente che ci rimane male, gente che se ne frega, gente che viene, gente che va (no, questa è un’altra cosa). Viaggiare con la famiglia è bello, eh, fa molto commedia all’italiana, di quelle con la Sora Lella e Carlo Verdone. Solo che adesso, dopo cinque giorni, sono così stanca che sembra che la Sora Lella me la sia portata in braccio per tutta la provincia di Agrigento.

E invece oggi si riparte. Sono già seduta alla mia scrivania, pronta a ricominciare, con il mare nel cuore e la sugna nella pancia.

29 Comments

  1. La fame da ritorno e il fatto di placarla è un qualcosa di impagabile.
    E fregatene di quei tre chili. Sei bella sempre. :)

    • Eh, quando mi vedo in costume vengo a rileggere il tuo commento, così mi aumenta l’autostima :)

  2. quella sensazione di quando pensi “non avrò più fame in tutta la mia vita” la conosco, la provo ogni volta che torno 3 giorni dai miei, ché improvvisamente la mattina mi sveglio e non ho fame e prenderei solo un caffè. giorni di gloria!

    • Ecco, quindi tu SAI. Il bello è che io non mi quieto e improvvisamente mi sveglio e mi mangerei un elefante in porchetta.

  3. E sugna sia ! :D

  4. Di solito cerco di scappare a gambe levate da matrimoni, rinfreschi e pranzi di famiglia ma per come la racconti mi dispiace di non esserci stata! Buona digestione!!!

    • Stravagaria, anch’io dovrei cominciare a scappare, almeno smaltisco :D
      Bacio

  5. la sugna? E cos’è, una cosa bella o brutta?

    • Dipende. Lì per lì è una cosa bella, poi un po’ meno, soprattutto quando cominciano a non chiudersi più i pantaloni.

  6. Non ti sarai mica infilata un arancino anche nella famosa pochette dorata? ;-)

  7. Haha…gioia! E certo che no, non si può andare in certi posti e trattenersi.
    Si vive una volta sola e perché mai bisognerebbe rinunciare agli arancini e al resto?
    Uh, il prete…ho visualizzato alla perfezione l’ipotetico lancio del panchetto, nuova disciplina olimpica della quale saresti medaglia d’oro…ecco, ti ho visto in questa bella scenetta!
    Perché quando una scrive bene come te, le cose te le fa proprio vedere ;-)
    Bacetto Cla!

    • Eh, dici bene, Miss! Eccome, se glielo avrei lanciato :D
      Bacione :*

  8. Meno male che la Sora Lella è come se te la fossi portata in braccio e non ingoiata ;-)

    • ahahah effettivamente anche ingoiata rendeva bene l’idea. Sto ancora digerendo la roba ingurgitata :D

  9. Col ritardo della sposa tocchi un nervo scoperto.
    Quando ero ggiovane la marchettona ai matrimoni rendeva bene e quindi di questo periodo, maggio-giugno mi sparavo tutte le settimane le messa da sposo della mia parocchia a suonare l’organo con la soprana (che tra l’altro era anche una bella figona) per tirar su qualche soldo da spendere con gli amici.
    In un occasione, la sposa è arrivata con 35 minuti di ritardo. Il prete si è veramente incazzato e ha tagliato di brutto la messa. Niente predica è andato via come un diretto al rito dello scambio degli anelli. Inutile dire che ha segato tutti i canti e ha fatto durare la messa 20 minuti. Ecco che quindi sposi e parenti degli sposi si sono incazzati col prete e col mondo intero e hanno deciso che noi (organista e cantante) non avendo fatto niente non dovessimo essere pagati. Ecco quindi che l’organista a sua volta si è un tantino incazzato con la sposa, la mamma della sposa e visto che c’ero anche col prete e con la soprana che dava ragione alla sposa e torto al prete – perchè il giorno del matrimonio è il giorno della sposa-.
    Quando mi sono sposato io, ho detto a miss Moka che se arrivava con più di 5 minuti di ritardo, mi sarei ubriacato perso appena arrivato al ristorante. E’ arrivata al matrimonio con 4 minuti e 59 secondi di ritardo.

    • Quindi si è salvata in corner!
      Anche questo prete si è incazzato, è pure uscito fuori a chiamare la sposa e la messa è durata tipo 50 minuti (quando da noi possono toccare anche le due ore!).
      :D

  10. Un post allegro, allegrissimo. Però mi hai fatto realizzare che forse con la mia famiglia non farò più un viaggio tutti insieme, in macchina. Che poi io odiavo viaggiare tutti insieme, però all’idea, mi manca.

    • La prossima volta che si presenterà l’occasione, potresti andare al posto mio, io ho dato per almeno un paio d’anni ;)

  11. L’ultimo viaggio fatto con la Sacra Famiglia è stato per andare a Napoli al matrimonio di un mio cugino. Io moglie sorella madre padre. Un incubo.
    Parliamo di cose allegre.
    E’ arrivato il librooooooooooooooooooo!!!!
    Letti primi tre racconti.
    Che anfatti dopo Spirito Libbero ho scritto la recinzione e te l’ò mannata.
    Che anfatti cellai nell’imeil.
    Che anfatti se dopo che te la leggi me ce manni fai bene.
    Che anfatti sei brava ‘na cifra.
    Che anfatti Spirito Libbero m’è proprio piaciuto.
    Abbrava.

    • Anfatti ho letto e m’è piaciuta assai, ‘a recinzione tua.
      Che poi t’ho pure risposto.
      Che qua te ringrazzio di nuovo, ma là so’ stata più lunga.

      :)

  12. Ma almeno un bagno l’hai fatto o eri impossibilitata per i tempi di digestione?

    • Non ho mai rispettato i tempi di digestione in vita mia :D
      Però il bagno non s’è potuto fare…troppo vento e temperature non molto alte. In compenso ho preso un’ustione di primo grado sulla Scala dei Turchi :D

      • Urca! Un bell’effetto col vestito verde!

  13. Ma si pensano quelle cose lì dei servitori del Signore? Se ti sentisse Benedetto!
    Mi hai fatto venire una voglia pazzesca di tutto quel fritto ripieno di ragù, e di recuperare la Sicilia, dove non sono stato mai. E poi mi hai fatto ridere tantissimo quando hai scritto che ai siciliani piacciono i ripieni e a te i siciliani. Non so perché, ma a quel punto ti ho associato a un ripieno. Ahah -.-“

    • Forse perché quando ho scritto quella cosa mi ci sentivo un po’, un ripieno ;)

  14. bella penna, complimenti

    TADS

    • Grazie mille, TADS, è un’imitazione della mont blanc.
      (A parte la battuta stupida, grazie) ;)

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