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Vespaio

Posted by on ago 23, 2012 in Me, myself | 33 comments

Non sono mai stata punta da un’ape, neanche da una vespa o da un calabrone, forse per questo ho una paura atroce che possa succedere. Quando ero alta un metro e anche meno, ogni tanto mi inventavo di essere stata punta. Inventavo proprio le storie, sempre diverse. Correvo da mia nonna quasi piangendo e, mostrandole il braccino, le dicevo che un’apona impigliata nella tenda mi aveva punto mentre cercavo di uscire. Mia nonna mi prendeva il braccio, si abbassava gli occhiali e si avvicinava per osservare meglio la puntura inesistente, mi faceva un po’ di coccole, mi diceva che non era niente.
“Ti brucia?”, mi chiedeva
“Sì”, dicevo io col broncio
E allora mi premeva la punta di un coltello sul pungiglione che non c’era, ancora un po’ di coccole e io me ne andavo soddisfatta.

Non che mi servissero questi mezzucci per ricevere attenzioni, da bambina, ma la cosa mi piaceva, era un gioco, nessuno mi credeva, ma tutti erano bravi a fare finta. Quando cadevo davvero e mi sbucciavo le ginocchia, però, mi piaceva meno, anche se monopolizzavo gli abbracci di tutti e spesso vincevo anche premi di consolazione, tipo un bel po’ di figurine Panini.

Col tempo ho dovuto affrontare il dolore, quello che fa più male di una puntura di un’ape, anche se non è fisico, ma è costante e giornaliero, e allora ho smesso di giocare così, non mi invento più le sofferenze dove non ci sono, cerco di lamentarmi il meno possibile, non piango se non è necessario.
Quando corro incontro alle persone è per sorridere e abbracciare e parlare di cose belle, e infatti chi sa, stenta a crederci e dice come fai. E come faccio.
Ho messo il vespaio sottovuoto, io vivo qualche metro più in là.

33 Comments

  1. Anch’io ho messo i vespai e i dolori un po’ così inesistenti sotto vuoto.
    Anzi, li ho sotterrati.

    • Bene, Giovy, è l’unico modo per sopravvivere :)

  2. Adorabile, del resto, come sempre. O del vivere senza paranoie [che a me piace molto, sì].

    • Grazie, Clock. Penso che smettere di farsi le paranoie sia davvero la linea di demarcazione tra l’adolescenza e l’essere adulti :)

  3. Grazie, innanzitutto.
    Una ricetta comprensibile solo quando finalmente ci riesce di attuarla, quella contro i dolori.

    (Nemmeno io sono mai stata punta, e infatti svengo se ci penso.
    Quest’estate mi sono ritrovata come ospite inatteso in casa nientemeno che un martinello).

    • (oddio, una vespa gigante? Sudo freddo al solo pensiero)
      Grazie a te, Denise :)

  4. È vero, crescendo si impara a sorridere perché sprecare le gioie soffermandosi su piccole contrarietà è un delitto quando poi capitano davvero delle sofferenze reali! Baci

    • Il massimo è riuscire a sorridere anche di fronte alle sofferenze reali. Io con un po’ di allenamento ci sto riuscendo.
      Baci a te!

  5. E’ che tu, cara Claudia, hai capito come si sta al mondo, c’è il momento del dolore e della condivisione dello stesso, ma sapere conservare il sorriso, l’apertura di cuore e di mente è dimostrazione di grande saggezza.
    E che bella quella bimba con la sua nonna, mentre leggevo sono certa di averla vista, era proprio lì…
    Un bacetto!

    • E credo di avere ancora un sacco di strada da fare, Miss.
      Bacio! :*

  6. Ottima filosofia di vita!! Complimenti :) Molta gente dovrebbe leggere questo post…

  7. Che bello, brava! anche io come te appoggio in pieno la filosofia del non lamentarsi e di tenere alto il morale. Di problemi e dolori ne abbiamo tutti, chi più chi meno, tanto vale tenerli sottovuoto e cercare di rapportarsi agli altri in maniera serena ed affrontare la vita con un sorriso =)

    • Sì, soprattutto i problemi che non hai la possibilità di risolvere perché non dipendono da te.

  8. Che dire Claudia…siamo in due ;-)

  9. Succede anche a me di trovare persone che si stupiscono del mio comportamento e mi chiedano “come fai?”. Io, a mia volta, mi chiedo come facciano loro, a lasciarsi sopraffare, a farsi rubare la serenità, a permettere che altri condizionino la loro felicità.
    Mi piacerebbe che si rendessero conto che mettere da parte i problemi personali per dedicare agli altri la propria parte migliore è un esercizio che si impara facendolo.

  10. Non sono tra quelli che “sanno”, quindi non posso dirti “come fai”. Però posso usare l’immaginazione, e immaginare un dolore che deriva da un problema sul quale non hai possibilità di intervenire, situazioni nelle quali al dolore si aggiunge la frustrazione.
    Se posso permettermi un piccolo suggerimento, ed elaborando sulla tua metafora, prova ogni tanto ad aprire la confezione del vespaio, a tirarlo fuori per qualche momento, e ad osservarlo da vicino per bene, anche a costo di rischiare una puntura. E poi rimettilo sottovuoto. Un abbraccio.

    • Max, sì, ogni tanto lo faccio, ma è una guerra persa, e allora ad un certo punto ti arrendi e smetti di combattere e va bene così (almeno all’apparenza).
      Bacio.

  11. lieve e al tempo stesso profondo, di quelli che non basta lo snorkel, la bombola, lo scafandro, il batiscafo: sì, sono proprio i post che piacciono a me

  12. l’uomo, inteso come essere umano, contariamente a quanto si pensi, ha una grande capacità di adattamento anche alle situazioni più critiche, dolori compresi….
    Purtoppo non mi sorprende questa tua capacità, ma spero tu debba agirla il meno possibile.
    un abbraccio

    • Eh, purtroppo spesso mi tocca. Mi consolo pensando che poteva andare peggio, potevo crescere piagnona :)

  13. Mia nonna usava una moneta da cento lire. Poi me la regalava :) E sì, pare scontato e a tanti suona un po’ naif, perchè non è più di moda dire di star bene. Ma credo che non si debba mai perdere la visione di insieme: non ci sono esistenze perfette, ma tante vite puntellate da micro e macro casini di vario genere. E’ la visione d’insieme che ci regala gli strumenti per valutare le situazioni.

    • Saggia Saretta :)
      La moneta da cento lire anche anche da me, qualche volta *.*

  14. Le tue metafore sono chiari suggerimenti. E’ facile rispecchiarsi in quanto scrivi; è confortante trovare una soluzione… non difficile da attuare.
    Mi piace molto la tua sensibilità, adoro il tuo senso pratico anche per i malesseri dell’anima. Sei Forte ragazza!!!!
    Mariele

  15. Le punture sotto la pelle fanno più male ed è sicuramente più difficile superarne il dolore o semplicemente metterlo da parte. Se hai la forza per farlo, posso soltanto ammirarti e, nel mio piccolo, prenderti ad esempio.

  16. Mizzeca, bellissimo.

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