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Non ho un piano

Posted by on Ott 26, 2012 in Me, myself | 47 comments

Ecco perché giro di qua e di là, faccio questo e quest’altro, mi guardo intorno senza guardare niente davvero. Perché non ho un piano, neanche mezzo. Adesso che bisogna averne tanti, di piani, quello A, quello B e pure quello C per i perfetti calcolatori, io non ho neanche il piano beta, neanche uno schemino scritto a penna dietro uno scontrino.

È un po’ come quando vai da Ikea senza che ti serva niente, passi ore a girare per i divani e i tessuti e gli scaffali ed esci al massimo con una matitina di legno e il sapore delle polpette svedesi in bocca.

Sono anni che ho smesso di avere un piano, non so neanche perché o quando sia successo di preciso. E si sta bene anche senza, devo dire. Solo che si resta fermi, un po’ impantanati in una meravigliosa vita senza sbocchi, in attesa che finisca l’aria.

Allora ogni tanto qualcuno, da fuori, cerca di picconare i muri, di aprire porte e finestre, mi passa la penna e lo scontrino, dal lato bianco, e dice “scrivi”. E io dico “sì, lo faccio dopo”. E il dopo non arriva, e se arriva non mi trova perché sono da un’altra parte, lontano da penne e scontrini, a perdermi nel faceto. Il faceto mi piace molto, sembra il nome di un albero, un albero che dà frutti illusori e anche un po’ allucinogeni. E cammino in questa valle di faceti, illudendomi e allucinandomi, ogni giorno.

Niente spartiti né elenchi puntati, suono a orecchio e racconto a memoria.

Finché dura.

47 Comments

  1. mmm … questo post assomiglia troppo ai miei ultimi 12 mesi di vita.
    che sia ora di girare pagina?

    • La pagina di quale libro? Questo è il bello ;)

      • eh, bella lì!!
        della mia tesi, tanto per dirne una, del mio considerarmi zero… e meglio che mi fermo qui altrimenti diventa una mission impossible ;)
        p.s.: non pensavo d’aver le idee così chiare in merito.

  2. Volevo scrivere che mi piacerà quando risponderai a una picconata. Perché è vero che può andar bene vivere senza un piano, ma chissà se va altrettanto bene non farne.
    Solo che sono in un momento un po’ particolare e non mi sento in diritto di farlo.

    • Ma l’hai fatto! :D
      In realtà, credo che le picconate dovrebbero darmele in testa, a volte.

      • Ovvio che l’ho fatto. Scrivibbene! :)
        Allora si provvederà alle picconate aggressive.

  3. Neanche io ho un piano, Cla.
    Proprio nessuno, come te, anzi forse di più.
    E in questo momento meno del solito eppure lo trovo bellissimo.
    Chissà, magari mi perdo nel faceto anch’io, non so…eventualmente se dovessimo incontrarci laggiù elaboriamo un piano, Cla ;-)
    Sei stata braverrima, as usual!
    Bacio!

  4. Forse tutti ci sentiamo un po’ così in certi momenti della vita, a volte ho avuto la sensazione di avere in piano e di averlo pure messo in atto e poi mi è sembrato che si sgretolasse pian piano. Forse ogni giorno ha il suo piano… E per dirla con Rossella ” Domani è un altro piano”

    • Sì, i piani giornalieri sono la mia specialità :)

  5. Ieri sera ho rivisto un mio vecchio amore, e mi ha chiesto ‘e dopo la laurea, cosa vuoi fare?’. Io ho risposto dettagliando, convinta (suonavo più sicura di come fossi, credo). Mi ha detto ‘suonerà stronzo quel che dico, ma penso che al mondo ci potrebbe essere qualcosa di meglio per te’. Ora, se questa cosa me l’avesse detta un anno fa avrei passato i tre giorni successivi a rimuginare e/o piangere. Invece me l’ha detta ieri e io, che in questo periodo sono più zen che mai, ho detto ‘si, lo penso anch’io, ma per ora ho in mente questo, che di questi tempi che senso ha credere troppo alle prospettive?’.

    E ci credevo davvero. E penso che siamo tutti nella stessa barca, un po’. Ma la cosa bella di questo precariato generalizzato è che, a parte tutti i ricatti materiali, è (o almeno, sembra) un po’ più facile fuggire dalle gabbie.

    :)

    • Secondo me leggendoti, qualunque sia stata la risposta, sei sulla buona strada.

    • Ma infatti, cara, non bisogna essere troppo choosy (per dirla come lo direbbe la Fornero) ;)
      Scherzi a parte, credo che avere un obbiettivo, uno qualsiasi, sia l’unica strada che possa portarti da qualche parte senza perderti, quindi bene. Sennò ti ritrovi a brancolare come qualcuno di mia conoscenza, e quello non è un bene. ;)

  6. “Se vuoi far sorridere Dio, raccontagli i tuoi piani” Così recita un detto indiano. Non ti sembra già impegnativo vivere, Caudia, e magari farlo con consapevolezza? I piani lasciali a chi pensa di avere in mano un manubrio per guidare la propria vita. Sempre e comunque. Il faceto poteva venire in mente solo a te, altro che “selva oscura” . Sei troppo simpatica. Forse il tuo piano nascosto e totalmente inconsapevole è farmi ridere. E poi non solo, perché questo post è anche profondo. Sei un bel mix di penna e di anima, Claudia. Ciao e grazie per la boccata d’aria fresca che sempre mi regali.

    • Quando mi scrivi queste cose, mi fai anche passare i dubbi sul fatto che questo blog (non il post, il blog intero) non abbia né capo né coda, come la proprietaria ;)
      Grazie. Davvero.

  7. puoi sempre però contare su un pianista

  8. Arrubbare la matitina dell’Ikea è bello! Passare dal sushi alle polpettine Kottbullar, è da fessi. Assaggiare le bacche di faceto è da ‘troppo avanti’.
    Appì sei la mia Strega Varana.

    • Ho dovuto googlare! Si vede che non ho mocciosetti che mi girano per casa cantando le canzoncine della Melevisione? ;)
      Moka, comunque vado così tanto avanti che torno al punto di partenza ogni volta, la mia vita è una specie di pista (quella concentrica, delle auto, non l’altra).

  9. Io li ho sempre avuti, i piani. Il piano A e il piano B, di solito. Oggi mi trovo a vivere alla giornata, e il mio motto quotidiano è “finché dura fa verdura”. Verdura da raccogliere nell’orto dietro il faceto, eh.

    • Che poi a me il faceto sa più di piantagione. Una piantagione di faci. Tre ettari di terreno coltivati a faci, un faceto.

      • Bel posto, eh? Pure la piantagione, ma pure una serra, guarda.
        Tu hai fatto il percorso corretto, sacrifici e piani per un po’, poi il relax del ‘finché dura’. Io riesco sempre a fare tutte le cose al contrario, sarà l’avatar. :D

  10. Mi sa che ci devo provare anch’io

  11. Da questo punto di vista ti assomiglio un po’, ma tu hai saputo descrivere molto bene questo stato di passività rasserenante che forse, per qunto mi riguarda, è anche un po’ produttiva.

    Un saluto

    • Sì, dai, lo è (a giorni alterni) :)

      Buona giornata

  12. “suono a orecchio e racconto a memoria” e ti pare poco?
    In quanto ai piani, sei proprio sicura di non averne? A volte non sono in rilievo, ma magari sotto (il piano), nel tronco del faceto, si immagazzino i dati. Così, di faceto in faceto, il piano si sviluppa. Ce ne fossero di faceti come te! Propongo un faceto in ogni giardino del mondo ;)

  13. io un piano ce l’ho…ma è sempre lì, fermo, addossato alla parete

    • Pare fermo, ma spesso si rianima, posso sentirlo da qua.

  14. Gli obiettivi ne hai già conseguiti molti e molto importanti. E’ giusto che ora tu ti perda nel “faceto”. E’ il giusto riposo del guerriero dopo la battaglia, ma non sei nè pigra nè inconcludente!!
    E’ vero che sembra il nome di un albero… io direi anche di un giardino o di un posto molto ampio dove si incontrano molte persone. Che ne dici?
    Mariele

    • Dico che nel faceto, qualsiasi cosa sia, si incontrano molte persone, hai ragione. E di solito, quelle che si incontrano lì sono le migliori :)
      Bacio, Mari. E buona domenica.

  15. Beh, ogni tanto i piani possono anche lasciarci in pace…e può essere sinceramente entusiasmante stare senza per un po’, curiosando fra mille cose belle in attesa che qualcuna di loro ci ispiri. Gli altri, quei “qualcuno da fuori”, spesso non lo capiscono, non capiscono il senso del fermarsi e riprendere fiato per guardare il paesaggio. Però boh, peggio per loro.

    • Lo fanno per amore, io li capisco, forse lo farei anch’io, se mi amassi un po’ di più :)

      • Senza dubbio sono atteggiamenti dettati dall’amore. Forse sono io piuttosto intollerante in questo periodo ;)

  16. Riconoscere di non avere un piano è un primo passo verso una sua preparazione. Ottimo risultato, ti puoi concedere un po’ di facezie.

    • Ok, adesso basta trovare un tutorial su youtube su come fare un piano :)

  17. mmm non so se è una sensazione che vorrei provare, ché io mi sento un po’ perso quando non ho un piano :S

  18. Da quando hai scritt questo post. Lo apro lo leggo. E chiudo. Poi il giorno dopo l’ho aperto e chiuso. “E cammino in questa valle di faceti, illudendomi e allucinandomi, ogni giorno.” Quanto ti capisco. Non so te. Ma io progetti ne avrei tanti, ma non ho un piano per uscire, per uscirne e cominciare a progettare.

    • Sorella.
      Io non ho manco quelli, se non progetti a brevissima scadenza, ma meglio di niente :)
      Comunque ne uscirai, sono sicura :*

      • Ok mi sparo! Ho scritto per 5 minuti (me medesima è prolissa) e puf sparito tutto. Ho sonno e non ce la faccio. Ti dico solo che progettavo il Colosseo! ahahha =_=

  19. Navigo a vista, in questo periodo forse ancor più di sempre.
    Ogni frase di questo post è un meraviglioso pugno in mezzo allo stomaco, uno di quelli che ti obbliga a mettere in tensione gli addominali, nel tentativo di parare i colpi.
    Faticoso. E per questo bellissimo.
    (p.s.: e come se non bastassero le rivelazioni del post, ho scoperto nel tuo about che la tua terra di adozione è anche la mia).

    • Dicono che sia un momento, che passerà. Io non lo so, credo che più che dai momenti, dipenda dalle persone.
      (p.s. affinità e casualità, due parole che mi piacciono moltissimo)

  20. Anch’io vorrei non avere un piano. Questo metterebbe a posto la mia coscienza, che invece mi tormenta perché io un piano ce l’ho, ma non lo seguo. -.-“

    • Ecco, anche questa è una bella gatta da pelare :)

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