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Cipolle

Posted by on Mar 6, 2013 in Me, myself | 25 comments

Tornano su, tornano sempre su come le cipolle del kebab.
Sono le paure, quelle che metti a tacere sotto quintali di scuse.
Scuse per non fare, non dire, non essere.
Le paure le appallottoli e le butti in un cestino che non svuoti mai. Hai paura persino di fare il gesto di levarle di mezzo definitivamente, di vivere senza. E allora le tieni lì, in attesa di inciamparci di nuovo, di ritrovartele tra i piedi in un giorno qualsiasi, un giorno come questo, di nebbia, di umidità.
Sto diventando troppo metereopatica. Il sole mi fa stare bene, le nuvole mi accigliano, la pioggia mi fa venire da piangere.
Sul mio diario delle medie – a dire il vero, su ogni diario delle medie – campeggiava la frase di Jim Morrison “Alcuni dicono che la pioggia è brutta, ma non sanno che permette di girare a testa alta con il viso coperto dalle lacrime.” A parte l’assenza di congiuntivo, io l’avevo scritta perché l’avevano scritta tutti, ma non sono mai stata sicura di essere d’accordo. Non lo so, a me la pioggia è sempre sembrata brutta. Almeno fino a quando non ho scoperto come renderla più sopportabile, stando dentro casa, sotto le coperte, magari in compagnia, magari con la musica, magari. Ma ecco, i risvolti belli della pioggia alle medie non potevo capirli, c’era solo questa cosa delle lacrime, che non avevano neanche l’effetto collaterale del mascara squagliato.

Sta di fatto che ho paura, tra le altre cose, di essere banale, di seguire il tempo, le stagioni, i giorni, di essere incazzata il lunedì, stanca il venerdì, felice il sabato. Ho paura anche di essere diversa, che qualcuno se ne accorga, mi punti le luci addosso quando non sono preparata, quando non ho fatto la tinta e ho gli occhiali appannati.
Ho paura di stare troppo dentro e uscire troppo fuori.
Ho paura di stare sulla porta, sotto lo stipite, anche se è il punto più sicuro della casa, dicono. Ci sto per quello, forse, ché se viene un terremoto e crolla tutto, io mi salvo.
Ci salviamo io, le paure accartocciate e le cipolle del kebab.

Un’ottima prospettiva.

25 Comments

  1. Io porterei tutto in discarica: cipolle, kebab e paure. È che le uniche irriducibili sono proprio le paure… ma se c’è qualcuno accanto a noi funziona come quando si è piccoli e il corridoio lungo e stretto sembra popolato dai mostri, le luci si accendono e il percorso diventa breve.

    • Io sono anche fortunata, perché ho più di una persona accanto che accende le luci, ma le paure ataviche sono veramente difficili da sterminare ;)

  2. per diamine, viva la meteoropatia! come saremmo monotoni, diversamente. e poi, lasciami almeno la giustificazione dei grigi cieli padani a cercar di spiegare il buio ed il grigiore degli animi della lombardia, che sennò faccio proprio fatica a capirli, ‘sti qua…
    (e poi, ci mancherebbe che il “lunghedì”, come lo chiama @_Mirtilla su tuitter, sia uguale al venerdì al momento in cui ti tiri dietro la porta dell’ufficio!)

    • “Lunghedì” è bellissimo :)
      A volte vorrei essere sempre solare e un po’ pazza come ogni pugliese media che si rispetti.
      Però hai ragione, che palle.

  3. Un po’ come er peperone che te se ripropone er giorno de feragosto (una ere come tera e guera, ché sinnò è erore), quanno che te li magni cor pollo in spiaggia sotto ar sole.

    Il vantaggio di stare sulla soglia, oltre a salvarsi in caso di terremoto, è che puoi vivere in un limbo nel quale non entri e non esci, stai lì, sospesa in attesa di decidere che fare. Che non è proprio disprezzabile, come situazione.

    E comunque un abbraccio te lo mando, ché quando ci sono queste giornate gli abbracci aiutano sempre. :)

    • :*

      Dici bene, abbracci in quantità industriali :)

  4. Vero, tornano su, per questo non le prendo mai. Che se le trangugino gli altri, le cipolle e le paure. Io ci vivo discretamente bene senza.
    E non appena ho letto pioggia mi è scrosciato addosso questo link, http://www.rainymood.com. Ma non aprirlo, se non ti piace l’acqua che viene giù. Non aprirlo. ;)

    • Ops, l’ho aperto, la curiosità ha prevalso.
      Non lo conoscevo, è alquanto ipnotico :)
      Comunque fai bene, le paure lasciale agli altri.

  5. Le paure sono proprio quella cosa che hai descritto tu, non avrei saputo trovare parole migliori.
    E poi si impara, con il tempo, che anche la pioggia è bella.
    Magari anche per altre ragioni rispetto a quelle di Jin Morrison, la frase mi piace, molto.
    E permettimi di dirti che tu, neanche sforzandoti, riusciresti mai ad essere banale, non è proprio possibile, te l’assicuro.
    Bacio, Cla.

    • Bacio a te, Miss.
      Spero di imparare, col tempo, anche a superare questi utimi scampoli di paure che mi sono rimaste :)

  6. Banale tu? Ma non scherzare ;)

    • Non so, banale nel senso di prevedibile, a volte ho questa sensazione, ma magari è sbagliata :)

  7. Credo che avere paura sia un modo per controllare meglio la propria vita, certo, non bisogna averne troppa, di paura, altrimenti discernere i sentimenti, le scelte e tutte quelle cose che fanno della vita un ottimo brodo vegetale si ingigantiscono come la panza di quel politico capellone, dopo, darsi una regolata diventa difficile:):)
    Ecco, come dice il medico a mia mamma di tutto un po’, ma con moderazione e sì a un bel bicchiere di vino rosso a pranzo e cena:)

    • Ahahah
      con questa dieta sono sicura di perdere questi due chiletti di paura che mi appesantiscono il fisico ;)

      • Uhh! che orrori che ho fatto:):)

  8. I diari delle medie… tutti pieni di frasi, disegnini e foto di attori. Si faceva a gara a chi l’avesse più scritto e personalizzato e, a volte, penso che la passione per profili facebook, tumblr e simili in fondo venga da lì.
    Tornando al post: è vero che certe paure sono come le cipolle, o forse i peperoni. Si ripropongono.
    Ma dov’è il Diger Selz?!

    • Il Brioschi non è mai fornito nel prezzo :)
      Comunque sì, non a caso il profilo di Facebook si chiama diario ;)

  9. oh ma le paure sono importanti, sono mappe del nostro territorio, sono stazioni del percorso obbligato che ci renderà liberi. Ecco, la Luce e molte vite in più, il tesoro. Vale la pena di mettersi in cammino, anche col coltello tra i denti, se occorre.
    un saluto

    alex

    • Ciao alex,
      è vero, le paure servono. Tra l’altro, se te le fai un po’ amiche, vivi decisamente meglio, magari non ti serve nemmeno il coltello tra i denti :)

  10. L’altro giorno camminavo, senza cappuccio, sotto la pioggerellina devastante di questi giorni. Piangevo anche, un po’. Il mascara colava, ma poco, che era sera e il trucco della mattina, a me che continuo a strofinarmi gli occhi durante la giornata, mi abbandona verso le 12. Ho ripensato a quella frase delle medie (era anche sul mio diario, naturalmente). E ho pensato che era un po’ vera. Poi ho pensato che il bel tempo mi avrebbe costretta a trovare un motivo un po’ positivo, invece di crogiolarmi nella malinconia. E quindi, stessa conclusione. La pioggia fa schifo.

    • Ma che strana coincidenza.
      E comunque sì, ribadiamo che la pioggia fa schifo e che fa altrettanto schifo piangerci sotto.
      Un abbraccio :)

  11. Le paure se stanno lì. A volte sembrano superate, altre impari a conviverci, altre ancora te le fai amiche. Io credo che quando diventano un limite grosso bisogna trovare un compromesso :-) Io ne ho superate due negli ultimi anni che mi sembravano insuperabili. Adesso mi sembra quasi impossibile aver sopportato tanto per paura. (Claudia, ti prego, trova il modo di avvisarmi quando metti un post! Non so più come fare ma vedo già che me li perdo strada facendo. Vabbè, niente di male uno commenta dopo ma a leggermi i tuoi ci tengo particolarmente. Il grigino nell’inchiostro invece vedo che l’hai lasciato. E poi non ti piace la pioggia…:-))

    • Sandra, sto facendo delle prove, ma non so davvero perché non ti arrivino. Spero di risolvere presto. E il grigino del carattere l’ho lasciato perché devo capire dove si cambia, magari è una cosa di 5 minuti, ma ho paura di fare danni e allora aspetto tempi migliori, quando non ho millemila cose da fare e posso mettermici con calma :)
      Comunque grazie, il tuo interesse mi fa sempre molto piacere :*

  12. Ciao Claudiappì, mi chiamo Andrea :) Seguo il tuo blog da un occhio esterno siccome non ho mai tempo per crearne uno mio ma mi piace curiosare (nel senso buono) tra le varie parole che si nascondono in tanti blog. Prima o poi vedrò di scrivere qualcosa che parli di me, credo.
    Comunque, mi ritrovo tanto in quello che hai scritto ed è una cosa che mi sta a cuore. Sono pieno di paure ed è difficile combatterle o semplicemente conviverci insieme. Anche se io adoro la pioggia. Abitando nel basso Piemonte, in quella che viene chiamata Provincia Granda ho imparato ad apprezzarla, per poi amarla.
    Ne approfitto per chiederti se sei mai stata o se hai trascorso qualche attimo qui nella mia regione anche se lo ammetto, il Cuneese non ha troppo da invidiare se non le vicine montagne e la tanta neve invernale

    • Ciao Andrea, anch’io sbircio un po’ di blog da dietro le tendine, senza “palesarmi” mai ;)
      È vero, il blog è un impegno, ma anche una valvola di sfogo e un ottimo modo per conoscere tante persone interessanti, quindi il tuo tempo libero sarebbe speso più che bene :)
      Sai che, pensandoci, in Piemonte non ci sono mai stata? Ma proprio mai, neanche sfiorato per sbaglio. Bisognerà rimediare :)

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