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Scrivimi

Posted by on Lug 23, 2013 in Me, myself | 20 comments

Mi è arrivata una mail, una mail che aspettavo da tempo. Non è che la aspettassi sapendo che mi sarebbe arrivata, ma la aspettavo così, sperando che mi arrivasse.
Ed è arrivata stasera, mentre stavo lavando i piatti dopo aver finito di cenare. Ho sentito il plin del telefono e mi sono tolta subito i guanti e sono andata a vedere cosa fosse quel plin. Non che a ogni plin del telefono io mi precipiti, ma stavolta qualcosa mi diceva che dovevo precipitarmi, anche se è una cazzata, non è che un messaggio scappa, si autodistrugge dopo pochi minuti, il messaggio è lì che aspetta che tu finisca di lavare anche l’ultima pentola.

Con le mani ancora un po’ umide ho letto solo il mittente, tanto è bastato per farmi spostare al computer, ché le mail di lavoro si possono leggere sul cellulare, anche quelle di spam, ma le altre, quelle con quei mittenti lì, le devi leggere in grande, si meritano tutta l’attenzione che puoi dargli, per ricambiare l’attenzione che il mittente ci ha messo nello scriverle.

Quando ho aperto la mail, una parte di me è rimasta delusa, mesi di (non) attesa e solo una ventina di righe. Poi ho cominciato a leggere pianissimo, centellinando ogni parola, ogni virgola, ogni spazio bianco, come faccio quando mancano poche pagine alla fine di un libro che mi è entrato dentro. Credo che gli occhi mi diventino grandissimi quando leggo parole così, quelle messe al posto giusto, che hanno un senso per chi le ha scritte e per chi le sta leggendo, forse per nessun altro al mondo. In venti righe ho riso, ho fatto il broncio, mi sono incazzata, poi ho di nuovo riso. Due minuti di puro bipolarismo. Perché in venti righe c’era la vita, la vita di chi mi stava scrivendo, non un riepilogo di cose vissute, nessun riassunto delle puntate precedenti, proprio la vita.

Marco l’ho conosciuto su ICQ nel ’99. Su ICQ potevi cercare le persone con le quali parlare, in base ai loro interessi, i libri che leggono, la musica che ascoltano, i film che vedono. Questo adesso non puoi farlo più da nessuna parte, ne parlavamo con amici l’altra sera, ed è un vero peccato. Comunque Marco l’ho conosciuto così, su ICQ, ma abbiamo chattato forse due volte, poi Marco ha scoperto che la vita online non faceva per lui e neanche la comunicazione sincrona. Preferiva le lettere. Non le mail, proprio le lettere, quei fogli di carta che si imbucavano una volta riempiti di frasi di inchiostro. E abbiamo cominciato così, a scriverci lettere, che io, dopo un po’ di anni, ho detto basta dai, scriviamoci le mail, non mi riesce più di scrivere lettere. E lui, che mi vuole molto bene, ha detto ok, vada per le mail. Scema che sono, scemo che è stato lui ad assecondarmi.

Quindi abbiamo cominciato a scriverci le mail. Con nessuna cadenza, nessun botta e risposta, nessun vincolo. Solo cose che ci andava di raccontarci, di noi o di persone che ci orbitavano attorno.
Cose di cambiamenti, amori, delusioni, vittorie, di problemi difficili da affrontare, di pensieri strani, di dolori e felicità.
Cose che iniziano sempre in modo diverso, con ciao o ehi o boh, qualsiasi altra parola. Ma finiscono sempre con lo stesso imperativo che, al di là di tutto, è l’unica cosa che conta.

Scrivimi.

20 Comments

  1. Quanto la conosco questa sensazione, QUANTO.

  2. Quella lì è una bellissima sensazione. Ho diversi amici con cui mantengo questo tipo di contatto e con un paio usiamo ancora le cartoline che mi mandiamo ad ogni viaggio. A me succede l’opposto: sono piatti e pentole a chiamarmi quando, sporchi e accatastati l’uno sopra all’altro, iniziano a scivolare facendo un plin che mi dice di smettere di leggere le mail e andare a lavarli.

    • Ahaha Topper, a me capita quando cucino. Appena sento puzza di bruciato, vuol dire che è ora di staccarmi dal computer :D

      Comunque lui non è l’unica persona con la quale ho corrispondenza, ma mi scrivo spesso con amici incontrati online, che avevano i blog su splinder o stavano su IRC e che odiano i social, quindi non può esserci frequentazione quotidiana :)
      Non ci rinuncerei mai.

      • Nemmeno io ci rinuncerei mai. Lo stesso vale per la lavastoviglie.

  3. Bentornata

    • Potrei riandarmene da un momento all’altro. La costanza non fa per me :)

  4. ma quanto mi mancano carta e penna, quanto mi mancano, mannaggia.

    • Sai che anche a me? Quasi quasi torno agli antichi metodi.

  5. Bello il ritmo, bello il contenuto.
    Secondo me piu’ aumentano le possibilita’ offerte dalla tecnologia e maggiore e’ il desiderio di un contatto genuino fatto di parole semplici, anche di carta.
    ml

    • Vero.
      Soprattutto mi piace avere, con alcune persone, rapporti che si nutrono solo di pensieri. Niente parole, né foto, né contatti, solo pensieri.
      Grazie, massimo.

  6. Che bella cosa hai scritto, c’è tanta dolcezza e poi tu sei così brava a dipingere i tuoi quadri che io ti ho proprio vista con gli occhi grandi mentre leggi.
    Bacio Cla!

    • Aiuta molto anche la tua grande capacità di immaginare.
      Bacio a te e grazie! :*

  7. Adoro anche solo l’idea di scriversi una lettera o una mail e adoro che comincino così:
    Caro…
    Cara…
    ^____^

    • Vai sul classicissimo. Bello :)

  8. E a me piacerebbe tanto non solo dire “che belle le lettere”, ma anche scriverle perché il piacere fisico che ritrovo nello scrivere a mano, le emozioni che posso stampare nella grafia non hanno vita digitalmente. Bella sensazione mi hai regalato. Andrò a scrivere alla mia Marco. Mi hai messo proprio voglia.

    • la tua Marco ne sarà felicissima! <3

  9. che nostalgia.

  10. che bella sensazione che mi hai ricordato.

    • :*

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