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Di strade che sono bolle di sapone

Posted by on Ago 4, 2013 in Me, myself | 21 comments

A un certo punto il cuore ha cominciato a battermi forte, gli occhi si sono fatti lucidi, ho iniziato a sudare. Ero in ufficio e sistemavo dei fogli, gli ultimi prima delle vacanze. Avevo trovato la strada, come avevo fatto a non pensarci prima!
Il Guatemala.
Tutto il giorno a pensare al Guatemala. Dov’è il Guatemala, vediamo. Ho guardato su Google maps, ho scritto Guatemala, cazzo com’è lontano, però c’è Simona, potrei andare lì a darle una mano con l’associazione. Chi se ne frega degli insetti, della pioggia e del fango, della povertà. Sì, voglio andare in Guatemala e se non sarà il Guatemala sarà l’Africa, vado ad aiutare di persona la mensa che sostengo da anni, dal divano. Il Kenya lo so dov’è, non ho neanche bisogno di cercarlo su maps.
Lascio tutto per un anno, sei mesi, quello che è, ma lascio tutto, dove tutto forse in quel momento mi è sembrato poco, una miseria, una cosa da poter lasciare senza rimpianti, forse qualcuno, ma comunque sempre pochi per fermarmi.

Sono uscita dall’ufficio piena di una strana eccitazione per una nuova idea, un’idea che avrei trasformato in una nuova vita, sarei tornata diversa, avrei aiutato gli altri e avrei aiutato me stessa ad uscire dalle sabbie mobili. Ho incontrato un paio di persone, l’ho detto a loro e mi hanno guardato come se avessi bevuto un paio di mojito sotto al sole e in effetti è così che mi sentivo, un po’ ubriaca di pensieri nuovi, diversi, a tratti rivoluzionari.

Solo una persona non mi ha guardato così, mi ha detto se ti senti davvero di andare vai. Che è quello che dovrebbero dire le persone che ci amano e che hanno capito che gli altri non si possiedono. Insomma, mi ha detto vai e io ho passato il resto della giornata a pensarci, a scherzare sugli scarafaggi nei letti, sull’impossibilità di farmi la piastra ai capelli, ho detto adesso devo proprio comprarmi le odiose Birkenstock (perché, nel mio immaginario, il volontario-tipo ha le Birkenstock).

Sarà un anno di passaggio, di trasformazione e (di nuovo) lontananza. E, come per tutti i cambiamenti, la paura mi porta a trovare vie di fuga. Poi torni razionale e ti accorgi che magari quello che lasceresti non è proprio nulla nulla, ad esempio mi dispiacerebbe molto lasciare il progetto del duo appena nato, ho voglia di cantare ancora, in giro.
E quindi torno sui miei passi, comincio a trovare scuse, i contro superano di gran lunga i pro, i sicuramente diventano poi vediamo (che diventano mai più).

Sono convinta che riuscirò a capire quale sia la mia strada e, quando lo capirò, magari non cambierò idea il giorno dopo. Uscirò dallo stagno in cui galleggio insieme alle altre papere senza voltarmi indietro. Intanto mi innamoro di idee che non fanno per me, come un’adolescente col ragazzo sbagliato.

NB. Ne approfitto per rinnovare tutta la mia stima a Simona e ai volontari che si occupano di Vision Guatemala e a tutti i volontari de L’Africa Chiama, associazione che seguo da anni e sì, dal divano, ma chissà, prima o poi.

21 Comments

  1. Sono belle le bolle di sapone. Dentro ci stanno cose…
    che prima o poi, chissà, tu ci arrivi. Lo so.

    • Ti ricordi quella specie di indovino che ti ha detto che avrei fatto grandi cose? Chissà :)

  2. Anche le bolle di sapone hanno il loro perché.
    (Ma le Birkenstock? In mezzo al fango?).

    • Magari nel fango non lo so, ma nella polvere ce l’hanno tutti (sempre nella mia testa) :)

  3. oh come ti capisco. io ho un soffio potentissimo, in quanto a capacità di creare bolle.
    però poi mi dico: senza bolle di sapone non si va da nessuna parte. e alcune bisogna anche saperle seguire, prima che siano scoppiate tutte e ti ritrovi col vasettino di sapone vuoto in mano. seguirle, perché il loro compito è semplicemente quello: indicarti strade, delle tante possibili; quelle giuste, poi, se mai ci sono, te lo dirà la strada stessa.
    me lo ripeto sempre.
    e il guatemala in fondo poi è vicino.

    • Certo, poteva venire fuori una bolla che mi portava in Antartide a salvare gli orsi bianchi. In effetti, il Guatemala è vicino ;)

  4. Eh, quelle strade lì sono viaggi interiori e a volte si ha la necessità di compierli.
    Anch’io ti capisco, capisco anche il pensiero che si rivolge verso ciò che lasceresti ma sono anche convinta che prima o poi lo si capisce qual è la propria strada.
    Bacio Cla, sei sempre speciale!

    • Grazie, Miss.
      Che poi le strade possono essere anche più di una. Vediamo :)

  5. Questa cosa di ‘vado, tanto, che ho da perdere?’ a me è successa pochissime volte, e una volta era un mese fa. Poi l’animo si è intiepidito e l’urgenza ha lasciato posto a quell’ansietta fastidiosa che ti sveglia alla sei di mattina. Sì, è proprio come descrivi tu. Ma continuo a pensare, come mi ha detto una persona saggia, che la strada giusta a un certo punto si aprirà di fronte a me come il mar Rosso (era il mar Rosso, vero?) senza bisogno di grandi progetti. Sono fiduciosa, o illusa. Ti abbraccio.

    p.s. …le odiose birkenstock?!?!

    • Dai, giochiamo a fare Mosè, vediamo chi fa aprire prima le acque ;)

      Ps. sì, le odio, è più forte di me :D

  6. Con la mia piccola associazione ho scoperto da un paio d’anni quell’Africa di cui parli e me ne sono innamorato. Per andare non c’è di bisogno di mollare tutto per mesi, prova un paio di settimane, te ne innamorerai anche tu e, una volta tornata, non vedrai l’ora di ripartire. Io ci tornerò a novembre e, pensa, non avrò le Birkencose.

    • Bene, mi sa che ti scrivo in privato :)

  7. senti, io sono più indulgente di te, cone me stesso e con quanti confondono i sogni con la realtà. non frequento google maps ma ho appena passato un’ora su una mappa dettagliata, ho studiato chilometro per chilometro il col de l’iseran, stabilito tappe e sforzi come fossi dovuto partire domattina. so che non ci andrò mai ma quell’ora per me è stata salutare, una botta di vita e di fatica. infantilismo? non so, può darsi oppure intatta capacità di immaginare. e i miei erano pensieri meno nobili dei tuoi, perciò non ti rammaricare e vedrai che ogni cinque un sogno lo realizzi senza manco accorgerti :-)
    ciao
    ml
    (i Birken, non hai idea quanto siano comodi…e belli)

    • Ogni cinque. Ok, questa me la segno :)

  8. È un dato di fatto che non si possono vivere tutte le vite che si vorrebbero. Immaginare di mettere in pratica i sogni più audaci è un modo per prepararsi quando davvero arriverà l’occasione giusta!

    • Arriverà? Arriverà.
      Ciao Zuben :)

  9. Mi hai fatto venir voglia di partire, è almeno un anno che ho lo stesso grillo di partire per l’Africa a fare volontariato. L’America Latina mi affascina ugualmente! Ma visto che francese ed inglese ci sono, nel dubbio mi porto avanti con lo spagnolo :)

    • Ci vediamo lì, Clod ;)

  10. Come io con i tatuaggi, insomma.
    Mentre il Guatemala e l’Africa mi trovano molto più serena e determinata.
    ;)

    (E buone vacanze spagnole!)

    • Grazie, doroty ♥

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