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Equilibrista

Posted by on Set 24, 2013 in Me, myself | 31 comments

Mi piaceva camminare sui bordi dei marciapiedi, mettendo un piede davanti all’altro, facendo attenzione a non cadere, cercando l’equilibrio con le braccia, perdendolo e ritrovandolo senza toccare il cemento della strada, neanche con le punte.
Lo facevo anche sulle fughe delle piastrelle, percorrevo metri di pavimento, per diverse stanze, poi giravo su me stessa e tornavo indietro, sempre sulle fughe.
Le fughe erano più semplici, non stavi in bilico, dovevi solo cercare di non far uscire il piede troppo fuori dalle linee, ma serviva lo stesso una buona dose di concentrazione.

Mi piace farlo anche adesso, stare in bilico su linee di confine immaginarie, camminare sui fili di lana, su quelli dei rasoi. Non perdere l’equilibrio, mai.
Sono brava. Potrei farlo bendata, potrei farlo mentre contemporaneamente faccio roteare coltelli, o torce infuocate, o cerchi attorno alle braccia.
Nessuna differenza, se non fosse per il fatto che, se mi distraggo troppo e cado, il vuoto.
Non la strada, non il marmo, ma il vuoto.
Succede così quando non si è più bambini.

31 Comments

  1. Se casomai mettessimo su un circo, io preferirei fare il pagliaccio. Te lo dico subito.

    • Va bene, io sono negata a fare il pagliaccio. Sei ingaggiata :)

  2. Mando il cv per il funambolo triste

    • Già ci sono io, tu potresti fare il domatore di corvi.

  3. Io mi prenoto per fare l’elefante ammaestrato. Poco ammaestrato in verità.

    • Preso. Vedrai che verrà anche il domatore di elefanti poco ammaestrati.

  4. Io credo che tu ne sia cosciente, di quello che hai detto tra le righe. Il simbolo del Tao, ce l’hai presente? La linea di confine tra il bianco e il nero, è quella la chiave per superare la dualità, per elevarsi verso uno stato coscienziale superiore. Ed è quello, dove cadi se perdi l’equilibrio. Non il vuoto.

    • Mh, medito :)

  5. Anche a me piaceva, mi piaceva anche camminare sulla cornice delle grate.
    E mi piace ancora, anche se non sono più bambina, anche se davvero a volte c’è il vuoto.
    E tu sei sempre speciale Cla, sai interpretare certi stati d’animo in questa maniera così unica.
    Un bacio a te!

    • Grazie, Miss.
      E’ una delle cose che mi salva dal vuoto :*

  6. ma in fondo poi, da adulto, forse è proprio quando stai per perdere l’equilibrio che bisognerebbe avere il coraggio di saltare. se va male c’è da arrancare per risalire, ma se va bene ti dici: grullo io che camminavo su una roba larga cinque centimetri.

    • Saltare, non saltare, cadere, camminare sulle linee di cinque centimetri, fa tutto parte del gioco.
      Anche essere grulli fa parte del gioco :)

  7. A me il vuoto piace, mi fa sentire libera…è grave? mi offro per il numero della trapezzista senza rete…

    • Aggiudicato :D

  8. A me sta cosa dell’essere adulti non mi piace per niente e sto seriamente pensando di tornare indietro.

    • Eh, quasi quasi.

  9. A me, hai ricordato Jack Nicholson in “Qualcosa è cambiato”. Non perché penso tu gli somigli dal punto di vista patologico, sia chiaro, ma per quel lato dolce e “da bambino” che mi ispira lui, il protagonista.

    • Grazie, è un bellissimo complimento.
      In effetti ho un lato “da bambino” molto spiccato :)

      • Voleva esserlo.

  10. Riesco ad immaginarti benissimo in quel che descrivi, perché lo faccio anche io. Cerco il bordo, un bordo qualsiasi, quando cammino e spesso lo faccio anche con la Vespa, sopra le ombre o le strisce della strada. E’ vero, è una questione di equilibrio, forse tra quel che siamo e quel che eravamo.

    • Ma anche tra quello che siamo adesso e quello che saremo.

      • Certo, ma in quel caso sarebbe una simulazione.

  11. non siamo più tuffatori da marciapiedi quando cresciamo

    • Più cresciamo, più i trampolini sono alti.

      • già, e tutto da carpiare !

        • E da carpire.
          Con tutti questi spiccioli di filosofia ci potremmo comprare uno yacht :)

        • l’ho già prenotato !

  12. La cosa strana è che ci deve essere stato questo passaggio, tra il cemento e il vuoto, ad un certo punto. Però forse ero distratta e non me ne sono accorta. Mi dispiace essermi persa gli ultimi metri sicuri. (L’ho parafrasata ma davvero, è la sensazione di questi giorni).

    • Amo le parafrasi :*

  13. Quel vuoto possibile spesso ci trattiene. Dobbiamo essere bravi noi a non fermarci davanti a un filo teso sul vuoto.

    • Vero, Mattè.
      E chi si ferma.

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