Le valigie fuori

Posted by on Nov 25, 2013 in Me, myself | 23 comments

Di fronte casa mia vive una coppia. Stanno sempre a litigare, lui le urla contro le peggio cose. Una volta sono volati schiaffi sul balcone e ho chiamato i carabinieri che, quando sono arrivati, hanno trovato uno stato di pace e serenità, nessuno aveva sentito né visto niente, neanche quelli che gli abitano di fianco e hanno i muri di cartapesta. Quindi hai voglia a fare le leggi, se poi finisce sempre a tarallucci e vino.
Ieri ho visto le valigie sul pianerottolo, lui se ne va e per me è stato un sollievo. Che poi, a me ‘cazzo mi frega, lei manco l’ho mai salutata, non è mia amica, non è nessuno, per me, potrebbe non esistere. Però è stato un sollievo lo stesso. E ho pensato che quelle valigie che erano sul pianerottolo, non sarebbero mai dovute entrare in casa, perché non venitemi a raccontare che gli uomini cambiano di botto, non è vero, gli uomini sono sempre stati così, solo che ve li sopportate fino a quando non ne potete più, fino a quando ai prosciutti sugli occhi sostituite le fette di carne.

Dicevo delle valigie. Il sollievo è durato un po’, fino a quando ho pensato che magari quella è una donna come ce ne sono tante, che eliminato un problema se ne prendono un altro, a volte peggiore, donne che scambiano la gelosia morbosa per amore, che si annientano e si isolano per vivere nella coppia. La coppia, certo, una specie di bunker senz’aria e senza luce.
Allora mi sono detta che sì, è importante educare gli uomini, fin da bambini, al rispetto della donna e di tutta la più varia umanità, ma gli uomini (e le donne), spesso tendono a non rispettare chi non si rispetta, a non curarsi di chi non si cura di se stesso, un po’ come quelli che vanno in un posto sporco, pieno di cartacce a terra, e pensano “una in più, una in meno”. E ce ne sono, di tipi così, altrimenti non ci sarebbero neanche posti pieni di cartacce a terra.

Insomma, pensavo a questa donna, e a un’altra che conosco e pure a un’altra, che le valigie ce le ha ancora dentro l’armadio, vuote, sia le sue che quelle del compagno, l’ennesimo, che la maltratta e la fa sentire piena di cartacce.
Penso a questa donna che invece non conosco, che vedo solo entrare e uscire di casa, e ogni tanto piangere, e spero che trovi il modo di amarsi, un giorno.

 

 

*La foto di anteprima è di FasterDix

23 Comments

  1. Parte tutto dall’educazione, dal rispetto e dal concetto di amore. Che, pur dovendo essere quasi naturali in ognuno di noi, non sono argomenti semplici al giorno d’oggi. Il peggio è che le valigie non risolvono il problema, spesso anzi lo esasperano perché, quando una donna rimasta sola inizia a prendere coscienza delle cose, l’uomo è lì che bussa alla porta. E le valigie, come nei viaggi, in qualche modo tornano al loro posto. Purtroppo.

    • Già. Però a volte non tornano. Mi piace pensare che sia già un passo e che sia questo il caso.

      • Assolutamente sì. Già pensarci, scriverne e parlarne è un passo avanti.

  2. Hai ragione Cla, sottoscrivo ogni tua parola, hai scritto questo post con il cuore e con la tua grande intelligenza. E si vede.
    Ti abbraccio!

    • Grazie, Miss.
      Purtroppo è un argomento che mi tocca per esperienza indiretta, ma neanche tanto alla lontana.
      Bacio :*

  3. Anche per me, che ho solo letto, è un sollievo che sta merda di dimensione umana si sia levata di torno.

    • Speriamo che duri.

  4. brava Claudia

    • Grazie Plus :)

  5. Hai ragione, educare gli uomini, ma anche le donne, all’autostima, al pensare che valgono, che non sono cartacce e nessuno ha il diritto di stropicciarle. Tempo fa mi sorprese la lezione di un esperto di mobbing che disse che spesso i mobbizzati sono soggetti inclini a lasciarsi mobbizzare, senza nulla togliere alla bassezza del mobbizzante.

    • Esatto. Non serve essere psicologi per capire che ci sono donne più inclini di altre ad incappare in uomini violenti, non per questo si giustificano i gesti o si considerano quegli uomini meno merde di quello che sono.
      Durante questa giornata ne ho lette di ogni, la colpa è dell’uomo, la colpa è della donna, figurati, questo mi ha fatto pensare che siamo ben lontani dal capire davvero come uscirne.

      • Credo anche io che finchè si cerca un colpevole invece che di capire il problema, non si risolverà molto

  6. Già in tempi non sospetti parlavo di inadeguatezza dell’uomo di fronte alla crescita di consapevolezza della donna. Perché è mio modesto parere che da questo bisogna partire se si vuole dare una spiegazione al perché oggi fanno fuori tre donne alla settimana. Non si può più parlare di sintomo, ma di certezza che vi è un focolaio di malattia sociale chiaro e conclamato. Senza far finta di dimenticare che sono uomini nati cresciuti ed educati da donne, il focolaio malato si amplia in maniera esponenziale. Le interrogazioni ormai servono a poco e a poco serve scavare nelle radici culturali maschili e femminili. Dal cuore di mamma, passando per la scuola fino ed oltre il Master non dovrebbe mai mancare un’ora al giorno di lezione di autostima. Indipendentemente dal sesso nazionalità e religione. Imparare ad amare se stessi in maniera sana è l’unico rimedio per gettare acqua buona su un focolaio di secolare ignoranza e legiferare pesanti punizioni quando “l’uomo che non deve chiedere mai” è sordo agli insegnamenti.
    Da qui, da questi passi semplici, la strada per una nuova e più umana dimensione dell’uomo nei confronti della donna e viceversa, potrebbe essere più breve.
    Intanto le valigie restino prudentemente f u o r i !

    • Ben detto :)

  7. Alcune donne sembra scambino la resistenza a oltranza con la paziente accoglienza dell’altro. Sono infiniti gli abusi, persino senza arrivare alla violenza…

    • Proprio così, la violenza può essere fatta e subita in tantissimi modi diversi.

  8. “gli uomini sono sempre stati così, solo che ve li sopportate fino a quando non ne potete più, fino a quando ai prosciutti sugli occhi sostituite le fette di carne”
    Purtroppo è peggio di così.
    Purtroppo tante, troppe ragazze, e poi donne, soffrono di quella che io chiamo la “sindrome della crocerossina”.
    Il pensiero di queste ragazze, di fronte ad un essere chiaramente ed inequivocabilmente classificabile nella macrocategoria “pezzi di merda”, è il seguente.
    Tu sei un pezzo di merda.
    Ma dentro di te c’è del buono.
    E poi tu in fondo soffri di questa condizione.
    Io farò di te un uomo migliore.
    Io ti cambierò.
    Ma cosa cazzo pensano di cambiare, dico io!!! Le persone non cambiano, nei loro tratti fondamentali. Se sei merda non diventerai cioccolata. Potrai diventare merda secca, merda umida, merda inodore, ma sempre merda sarai. Se le ragazze capissero questo per tempo, ci sarebbero tanti, tantissimi drammi in meno.

    • È proprio così. Qualsiasi altra cosa sarebbe superflua da dire.

  9. Secoli e secoli di soprusi, di vessazioni sulla donna evidentemente sono quasi nel dna maschile.Di alcuni uomini intendo. Certo è che, come ben dici, non c’è aguzzino senza vittima. Le donne vanno educate fin da piccole ad una maggior autostima e valore. Poi c’è carattere e carattere ma la cultura fa molto. Ciao cara

    • Bisogna cambiare da entrambe le parti, sì.
      Un abbraccio, Sandra.

  10. Bella Clà. Solo che non è sempre 2 + 2 nella vita e, spesso, la gente non sa manco che esiste altro!

    • Lo so. Ho imparato che quando si tratta di relazioni, non è quasi mai 2+2.
      Bacio Clà :*

  11. Bisognerebbe educare le donne a rispettare sé stesse e a farsi rispettare…

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